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Evasione fiscale, procura chiede 3 anni e sei mesi per Belsito. Dopo condanna di ieri a Milano

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Francesco Belsito

GENOVA. 11 LUG. La procura di Genova oggi ha chiesto la condanna a tre anni e sei mesi per l’ex tesoriere della Lega Nord ed ex vicepresidente del Nuovo Msi Francesco Belsito, accusato di evasione fiscale e intestazione fittizia di beni.

L’inchiesta riguarda la mancata dichiarazione di oltre due milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta per il trasferimento offshore di fondi della Lega di Bossi in Tanzania e Cipro.

Secondo l’accusa, Belsito avrebbe dovuto dichiarare al fisco la cifra di circa sette milioni di euro sottratti illecitamente alle casse del Carroccio quando era tesoriere.


Ieri i giudici di Milano hanno condannato Belsito a due anni e sei mesi, Umberto Bossi a due anni e tre mesi e Renzo Bossi a un anno e sei mesi per le presunte spese sostenute dalla famiglia del senatur con fondi pubblici dati al partito per fini politici ed istituzionali.

Per quanto riguarda l’evasione fiscale contestata a Genova, la GdF lo scorso anno aveva sequestrato a Belsito alcuni beni a lui riconducibili, tra cui le quote societarie del bar Balilla, in via Cesarea, un appartamento del valore stimato di 700 mila euro (poco distante) e le quote della società Movida che gestiva la discoteca Sol Levante di Cavi di Lavagna.

I guai giudiziari di Belsito si erano iniziati nel 2012, quando emerse la presunta maxi truffa da oltre 40 milioni di euro ai danni dello Stato sui rimborsi elettorali, nel periodo compreso tra il 2008 e il 2010. Per quella vicenda sono a processo l’ex tesoriere, l’ex leader del Carroccio Umberto Bossi e tre ex revisori del partito. Belsito è anche a processo per l’inchiesta sull’associazione a delinquere finalizzata a intercettare le commesse di aziende, tra cui Siram, Fincantieri e Grandi Navi Veloci.

Richiesta rettifica di Siram: “Siram S.p.A. dichiara di non essere coinvolta in alcun modo nel processo penale in corso presso il Tribunale di Genova. Non è coinvolta la Società né suoi dipendenti o ex dipendenti. Siram precisa, inoltre, che non vi sia mai stato alcun rapporto tra la Società e il partito politico Lega Nord.
Siram precisa infine di non essere società a partecipazione pubblica, come erroneamente indicato, ma un’azienda italiana privata, parte integrante di una multinazionale leader mondiale nella gestione ottimizzata delle risorse idriche, energetiche e dei rifiuti”.

 

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