Esposto di Gay Lex, procura indaga De Paoli: “Sono tranquillo”

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Giovanni De Paoli
Il consigliere Giovanni De Paoli, che ha dichiarato di non avere pronunciato la presunta frase omofoba, è stato indagato dalla procura genovese solo per sentito dire e a seguito di un esposto di "Gay Lex"
Il consigliere regionale De Paoli ha dichiarato in aula di non avere pronunciato la presunta frase omofoba, ma è stato indagato lo stesso

GENOVA. 9 MAR. Il consigliere regionale del Carroccio Giovanni De Paoli, che in aula ha dichiarato di non avere pronunciato una frase omofoba, è stato iscritto lo stesso nel registro degli indagati, solo per sentito dire e a seguito dell’esposto presentato in procura nei giorni scorsi dal Comitato per gli immigrati e contro ogni forma di discriminazione, in collaborazione con “Gay Lex” studio legale di Milano per i diritti delle persone lesbiche, gay, transessuali, intersessuali e bisessuali. L’accusa è diffamazione aggravata.

E’ la prima volta che il capo d’imputazione si applica per un caso simile. In sostanza, la procura genovese ha esteso la legge Mancino (criticata da alcuni perché anti costituzionale) sui crimini d’odio per discriminazione razziale, etnica o religiosa, all’omofobia.

Il Parlamento, infatti, non ha ancora approvato l’estensione o una legge specifica per i reati legati alla discriminazione in base all’orientamento sessuale o all’identità di genere. La decisione della procura genovese potrebbe quindi aprire la strada ad altri esposti del genere.

 

Il consigliere ha sempre negato di avere pronunciato una frase omofoba, a margine dei lavori della commissione regionale cui avevano partecipato alcuni attivisti per i diritti di gay e lesbiche. Giovanni De Paoli oggi ha detto di essere tranquillo “Anzi, tranquillissimo”.

“Indagato non vuol dire certo colpevole – ha aggiunto il governatore Toti – visto che ci sono tre gradi di giudizio, ma prendiamo atto dell’indagine sul consigliere De Paoli. Anzi, ci auguriamo che la magistratura possa approfondire e scoprire con i suoi poteri quanto accaduto quel pomeriggio, anche a tutela dello stesso indagato e non solo di chi ha presentato l’esposto. Restiamo comunque perplessi per gli strascichi di una vicenda che speravamo fosse chiusa, in ogni caso prenderemo atto delle conclusioni a cui si arriverà”.

Il gruppo regionale M5S ha invitato De Paoli a dimettersi e quello del Pd ha chiesto a Francesco Bruzzone di convocare l’Ufficio di presidenza per una censura politica e i “relativi provvedimenti conseguenti”.

 

1 COMMENTO

  1. Siamo arrivati alla frutta……tra non molto ci toglieranno anche la libertà di pensare. Strano che non abbiano denunciato l’allenatore del Napoli Sarri per aver detto F…….occhio a Mancini. Avranno temuto la reazione dei tifosi del Napoli?

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