Esordio nella regia di Roberto Bolle che ci porta dietro le quinte della Scala

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Si vede che la danza non basta più a Roberto Bolle che a 40 anni compiuti lo scorso marzo ha debuttato nella regia cinematografica
Si vede che la danza non basta più a Roberto Bolle che a 40 anni compiuti lo scorso marzo ha debuttato nella regia cinematografica
Si vede che la danza non basta più a Roberto Bolle che a 40 anni compiuti lo scorso marzo ha debuttato nella regia cinematografica

MILANO. 19 SET. Si vede che la danza non basta più a Roberto Bolle che a 40 anni compiuti lo scorso marzo ha debuttato nella regia cinematografica.

La Fabbrica dei sogni, è un documentario che fa parte dei sei episodi del film Milano 2015, che sono stati trasmessi l’11 settembre per le Giornate degli Autori alla Mostra di Venezia, una visione collettiva sulla metropoli del Duemila, politica, culturale, sociale, attraverso gli sguardi di Elio, Silvio Soldini, Walter Veltroni, Cristiana Capotondi, Giorgio Diritti e appunto Roberto Bolle.

L’etoile è stato felicissimo di questa prima volta che lo ha messo in condizione di raccontare il suo teatro, La Scala : “Ho raccontato la Scala che non si vede, la cittadella che vive dietro le quinte, fatta di artigiani, macchinisti, sarte, tecnici, falegnami, fabbri che concorrono alla creazione di un sogno. Ho preso questa novità come un’opportunità del destino – afferma il ballerino – il segno che a 40 anni dovevo mettermi in gioco con una cosa nuova.”

 

Perplessità e timori erano tanti,ma la cosa lo ha molto appassionato e coinvolto più di quanto immaginasse. A produrre il film Lionello Cerri, mentre Cristiana Mainardi ha avuto l’idea del soggetto. Ogni regista ha portato il suo sguardo e le sue conoscenze di Milano. Bolle ha raccontato l’eccellenza di un teatro che il mondo ci invidia.“la Scala per me non ha segreti – dice Roberto – è un mondo che conosco fin da bambino” .Ed allora chi meglio di lui poteva raccontarcela?…

FRANCESCA CAMPONERO

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