Ericsson, fumata nera. M5S: Renzi, Toti e Berrino inetti

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I lavoratori Ericsson protestano davanti alla sede del consiglio regionale della Liguria

GENOVA. 12 SET. “Alla luce del mancato accordo di oggi, abbiamo chiesto al governo di fare pressione sull’azienda perché non si smarchi dagli impegni assunti in precedenza nel settore ricerca e sviluppo, da cui dipende il futuro dell’operazione del polo degli Erzelli a Genova”.

Lo ha dichiarato oggi l’assessore regionale al Lavoro Gianni Berrino al termine dell’incontro al ministero del Lavoro sulla vertenza Ericsson. In rappresentanza del governo era presente il sottosegretario al Lavoro Franca Biondelli. L’azienda ha confermato l’intenzione di procedere con esuberi incentivati nella sede di Genova, esuberi che potranno trasformarsi in licenziamenti in caso di opposizione entro il 31 ottobre.

“Abbiamo ribadito la nostra forte contrarietà – ha aggiunto l’assessore Berrino –al piano di riorganizzazione. Le Regioni e i Comuni interessati nella vertenza sono compatti nel ritenere necessaria un’azione forte del governo su Ericsson a livello nazionale. Riteniamo che si possa sfruttare il periodo da qui al 31 ottobre per evitare i licenziamenti”.

 

“Purtroppo nessuna sorpresa dal vertice al Mise su Ericsson – hanno detto i consiglieri regionali del M5S Alice Salvatore e Marco De Ferrari – ancora una volta il Governo Renzi si mostra totalmente incapace di tutelare i lavoratori, ormai esasperati da una vecchia politica che, sia a livello nazionale che regionale, promette cose che non può mantenere, puntando su progetti evanescenti come gli Erzelli.

Eppure il Governo di carte da giocare ne avrebbe, facendo leva sul bando miliardario per la banda ultra-larga che tanto fa gola all’azienda svedese. Ma evidentemente Renzi e Calenda hanno altri piani, proni fino in fondo a tutte le aziende straniere che piazzano bandierine in Italia quando gli conviene, salvo poi vendersi al miglior offerente non appena ne hanno l’occasione.

Toti e Berrino, dal canto loro, continuano a mostrarsi impotenti e inetti. Ma allora cosa ci stanno a fare un governatore e un assessore regionale al Lavoro, se non per difendere i nostri lavoratori? Se non sono in grado di tutelare i dipendenti di Ericsson, ne prendano atto e ne traggano le proprie conseguenze, come i lavoratori hanno purtroppo capito da un pezzo”.

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