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Ericsson e licenziamenti, manifestazione lunedì mattina agli Erzelli

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Ericsson e licenziamenti, manifestazione lunedì mattina agli Erzelli

GENOVA. 23 LUG. I lavoratori Ericsson hanno deciso di effettuare per domani una mobilitazione alle 8.30 presso la sede di Erzelli, dopo che 61 dipendenti hanno ricevuto venerdì sera, tramaite e-mail, la notizia choc del loro licenziamento.

I lavoratori chiedono ai genovesi di scendere in piazza insieme a loro: “Chiediamo alla popolazione e a tutti coloro che possono dare disponibilità, un gesto di solidarietà per le famiglie lasciate alla disperazione da una multinazionale che, non dimentichiamo, negli scorsi anni ha usufruito di fondi pubblici”.

“Riteniamo inqualificabile e di una gravità inaudita questo comportamento.


Il destino delle famiglie genovesi lasciate da quest’azienda senza alcun ammortizzatore sociale conservativo richiama ad una assunzione di responsabilità della politica che non può tirarsi indietro di fronte al dramma, annunciato dalle organizzazioni sindacali da tempo, del licenziamento”.

La sede di Ericsson è in via Melen, nel polo tecnologico di Erzelli, ed è raggiungibile con le linee 128 (da Sestri Ponente) o 5 (dalla stazione di Cornigliano).

Prima del licenziamento di venerdì sera via email, la Regione aveva già in programma di incontrare nuovamente i sindacati la prossima settimana per decidere insieme a loro come muoversi e che cosa fare di nuovo, dato che l’azienda aveva rifiutato ogni confronto con le istituzioni.

 

18 COMMENTI

    • E certo. E’ notorio che i licenziamenti di una multinazionale che ha ricevuto fondi pubblici la decidono i sindacati (tra l’altro solo quelli di sinistra, ovviamente). Si possono criticare i sondacati su molte cose ma nel merito. Altrimenti si offende l’intelligenza

  1. Questo è un costume tutto Italiano, usufruire di fondi pubblici per poi Licenziare o Delocalizzare? Allora come minimo fatevi restituire i fondi statali ottenuti in passato.Per fare un esempio alla fine del 2014 erano ben 164 i tavoli di crisi aperti al ministero dello Sviluppo economico.Quindi per troppo tempo la politica industriale del Paese è rimasta inerme,questo è il momento di fare tesoro degli errori del passato.Chi usufruisce di fondi pubblici deve garantire i lavoratori,altrimenti chi prende la buonuscita non sono i lavoratori bensi’ le Aziende…….!!!!!!!!!!!!!!

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