Ericsson, domani è sciopero nazionale con mobilitazione unitaria

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Ericsson, domani è sciopero nazionale con mobilitazione unitaria

GENOVA. 13 SET. Ennesima fumata nera al Mise per la situazione di Ericsson, così i lavoratori hanno confermato lo sciopero per la mobilitazione unitaria dichiarata a livello nazionale.

I dipendenti si asterranno per l’intera giornata, a Genova e nelle altre sedi interessate dagli esuberi.

A Genova i dipendenti Ericsson si sono dati appuntamento domani, alle ore 9 davanti alla Prefettura e chiederanno di essere ricevuti dal Prefetto in relazione alla vertenza che vede 147 licenziamenti nel solo capoluogo ligure.

 

“Nonostante le rassicurazioni della scorsa settimana da parte del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti – spiega la Cgil – circa un intervento definito pubblicamente “robusto” sull’Azienda, il Governo, di fatto, ha voltato le spalle ai lavoratori Ericsson”.

“L’azienda – prosegue la Cgil – è inamovibile e mantiene i licenziamenti. È il risultato dell’ennesimo incontro romano per la vertenza Ericsson finito con un mancato accordo. L’azienda non sospende la procedura e va avanti per la propria strada.

In questi mesi la multinazionale svedese è stata sorda a qualunque richiesta di trattativa con il sindacato e anche alle proposte degli enti locali (Regioni e Comuni).

Nonostante il pessimo risultato, attribuibile in larga parte al Governo che in questi mesi è stato totalmente assente e superficiale”.

“I lavoratori – incalza la Cgil – hanno appreso la notizia che il sottosegretario De Vincenti non aveva in alcun modo contattato e coinvolto il Ministero del Lavoro per agire sull’Azienda. Non si comprende se, sino ad oggi, il Governo abbia sottovalutato il problema o se faccia parte della sua politica industriale dare carta bianca alle multinazionali”.

Anche questa volta il sindaco Marco Doria è con i lavoratori: “L’Amministrazione comunale – dice Doria – conferma l’urgenza dell’intervento governativo di fronte alle chiusure di Ericsson e sottolinea che, oltre alla difesa del posto di lavoro, è in gioco la politica industriale del Paese in un settore altamente qualificato”.

Contro il Governo anche Stefano Quaranta, di Sinistra Italiana: “La cosa non mi stupisce visto che quando in Aula si è trattato di rispondere alla mia interrogazione su Ericsson è stato mandato il sottosegretario Ivan Scalfarotto che in perfetto burocratese ha spiegato che l’azienda nonostante abbia preso fondi pubblici può tranquillamente licenziare, promettendo comunque l’interessamento del governo”.

L’M5S: “Ancora una volta il Governo si mostra totalmente incapace di tutelare i lavoratori, ormai esasperati da una vecchia politica che, sia a livello nazionale che regionale, promette cose che non può mantenere, puntando su progetti evanescenti come gli Erzelli.

Eppure il Governo di carte da giocare ne avrebbe, facendo leva sul bando miliardario per la banda ultra-larga che tanto fa gola all’azienda svedese. Ma evidentemente Renzi e Calenda hanno altri piani, proni fino in fondo a tutte le aziende straniere che piazzano bandierine in Italia quando gli conviene, salvo poi vendersi al miglior offerente non appena ne hanno l’occasione”.

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