Entro breve burqa vietato nelle Asl liguri

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Alessandro Puggioni parteciperà, in rappresentanza dell’Assemblea legislativa della Liguria, all'incontro socio economico di Santa MArgherita
Il consigliere regionale leghista Alessandro Puggioni: sicurezza, no al burqa nelle strutture pubbliche
Il consigliere leghista Alessandro Puggioni: sicurezza, no al burqa nelle strutture pubbliche

GENOVA. 21 DIC. Stop al burqa negli ospedali liguri. Oggi in consiglio regionale il leghista Alessandro Puggioni, ha chiesto alla giunta Toti di adottare provvedimenti, che assicurino la massima efficacia dei controlli di sicurezza interni in tutti gli edifici istituzionali, in tutte le strutture pubbliche, comprese le A.O e le L’A.S.L “vietando l’occultazione dei connotati fisici dei soggetti che accedono all’interno delle strutture, attuati anche mediante il velo integrale con burqa e niqab”.

«Ringrazio l’assessore Sonia Viale – ha detto Puggioni – per la disponibilità dimostrata e per essersi impegnata affinché venga aumentata la sicurezza negli ospedali e nelle Asl. Esiste già una legge nazionale per quanto riguarda la questione del travisamento, ma per noi è importante, soprattutto a fronte dei recenti attacchi di natura terroristica, modificare il regolamento regionale per l’ingresso nelle strutture pubbliche, come già deciso da Regione Lombardia e Veneto».

Il consigliere regionale ha spiegato come l’interrogazione non sia stata presentata con lo scopo di propaganda o di strumentalizzazione, in quanto è prioritario che l’identità e il credo di ogni individuo vengano rispettati nel nome della pubblica sicurezza.

 

«La persona deve essere riconoscibile – ha aggiunto Puggioni – e il livello dei controlli devono essere innalzati, come accade anche nei comuni di Venezia e Treviso, dove è stato vietato l’ingresso ai musei per quei visitatori che si presentano con viso coperto senza fare distinzione tra un casco o un burqa. Sono soddisfatto che l’assessore sia stato concorde nell’elevare gli standard di sicurezza interni alle strutture pubbliche, poiché ciò contribuisce a fornire maggiori garanzie ai dipendenti, agli operatori e ad utenti esterni».

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