Entella, una stagione da record comunque sia andata

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GENOVA 22 MAG. Un finale amaro quello per l’Entella che ha visto venerdì sera sfumare i sogno play off ma che non deve offuscare la stagione straordinaria che gli uomini di Aglietti hanno compiuto.

Partendo da lontano il cammino dell’ Entella era iniziato ad handicap con una squadra da completare in pochi giorni un ritiro quasi “vanificato” decisioni difficili e contratti sospesi da chiudere in fretta per consegnare ad Aglietti una squadra in grado di riscattare il primo campionato di serie B concluso amaramente prima della sacrosanta riammissione.

L’ inizio scoppiettante contro il Cesena era stato soverchiato da 4 sconfitte consecutive anche se quasi tutte immeritate, ma la squadra lasciava intravedere quelle qualità che poi sfociarono in una serie di 12 risultati utili consecutivi interrotti a Pescara nella partita forse più brutta giocata dai biancocelesti. Quanto è arrivato dopo è storia fin troppo recente in un crescendo di entusiasmo attorno ad una realtà, quella biancoceleste, celebrata da più parti come esempio di miracolo sportivo frutto di buona programmazione e di grande crescita tutto attorno alla squadra.

 

L’ esplosione di Caputo punta di diamante di questa squadra, finanche il ritiro di Volpe celebrato con commozione ma gioia al tempo stesso perché il “capitano” cambierà soltanto ruolo, sono due momenti focali di una stagione gestita al meglio da Aglietti e dal suo staff. Un lavoro di gruppo giorno dopo giorno senza troppe parole senza alcuna polemica con lo sguardo sempre rivolto al lavoro sul campo e agli obiettivi che lo stesso Aglietti aveva fissato ad inizio stagione.

Riscatto era la parola d’ ordine per chi aveva vissuto sul campo gli spareggi con il Modena, riscatto per lo stesso tecnico poco fortunato nei suoi ultimi incarichi e riscatto anche per quei giocatori ritenuti adeguati come Iacobucci, Ceccarelli, Pellizzer e lo stesso Caputo tutti reduci da stagioni amare e non a caso protagonisti determinanti nel cammino della squadra chiavarese. La somma di tutto questo compone appunto una stagione che il presidente Gozzi ha definito proprio questa sera straordinaria anche per aver ritrovato il sostegno dei tifosi sia al Comunale che in lunghe trasferte come quella odierna.

Tifosi che spesso hanno affrontato con il sorriso il viaggio di ritorno fieri di mostrare su e giu per lo stivale i propri colori. La festa di Crotone ha finito con sopraffare un po tutto e tutti tanto era il clima di entusiasmo palpabile in città e soprattutto all’ interno dello stadio. L’ Entella è giunta a questo finale di stagione con molti giocatori non al meglio per acciacchi più o meno gravi ma come ha dimostrato la partita di sabato scorso decisa a provarle tutte pur di centrare l’ impresa. Anche l’ avvio di partita confermava questa sensazione con Di Carmine “timido” dopo pochi minuti e Cutolo impreciso per centimetri con il suo diagonale velenoso. Con il passare dei minuti però erano gli uomini di Juric a mettersi in luce con uno scatenato Palladino vera spina nel fianco biancoceleste.

Proprio da uno spunto anche fortunato dell’ ex genoano nasce il gol decisivo con Torromino a firmare il gol dell’ ex autoctono lui che a Crotone ci è nato ci vive ed è arrivato fino in serie A. Li l’ Entella si smarrisce e viene meno quella lucidità che ne ha caratterizzato tutta la stagione, palloni spesso lunghi e raramente giocati a terra, troppi errori di misura in fase di impostazione, qualche sbavatura in difesa insomma nulla a che vedere con le piu recenti esibizioni dei chiavaresi. Anche nel finale quando anche la forza della disperazione accompagnava gli uomini di Aglietti, quasi mai si riusciva a costruire azioni pericolose se si esclude un miracolo di Cordaz su conclusione di Mota Carvalho.

Il post partita comprensibilmente è fatto di visi lunghi e poche parole anche se come detto tutto quanto, e non è poco, fatto fino ad oggi è da archiviarsi alla voce : straordinario. Poche ore di stop e subito sotto a riprogettare la prossima stagione partendo dai punti fermi quindi dalla permanenza o meno di Aglietti e di quei giocatori che hanno costituito l’ asse portante dell’ Entella senza perdere di vista l’ ultimo traguardo ancora disponibile, quelle Final Eight Primavera che vedranno coinvolti alcuni possibili protagonisti della squadra di domani.

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