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ENTELLA, SANSOVINI “VOGLIO RAGGIUNGERE CON I COMPAGNI TRAGUARDI IMPORTANTI”

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sansovini_entellaGENOVA 8 OTT.  Vivere per il gol. Per chi come Marco Sansovini è nativo di Cinecittà sognare una vita da film è quasi d’obbligo. E il nostro Marco c’è andato vicinissimo. Una splendida famiglia, tantissimi gol in carriera e qualità umane e professionali che l’hanno portato ad essere amatissimo in qualsiasi piazza, fino ad essere eletto “Sindaco” a furor di popolo in quel di Pescara. A 34 anni Sansovini si è pure tolto lo sfizio di entrare nella storia dell’Entella, segnando il primo gol in assoluto in Serie B. “E’ senz’altro un motivo di grande orgoglio”, spiega l’attaccante romano. “Questo gol verrà ricordato per sempre. Spero di segnarne molti altri e di raggiungere insieme ai miei compagni risultati importanti”.

 

A proposito di obiettivi, l’Entella ha le carte in regola per salvarsi secondo te?


“Sicuramente. Siamo un ottimo gruppo, formato da ragazzi seri e motivati. Lavorando sodo ce la faremo”.

 

E’ stato facile ambientarsi in questo spogliatoio? C’è un compagno con cui hai legato di più?

“Questo è un grande gruppo, nel quale mi sono trovato da subito benissimo. Il compagno con cui forse mi trovo meglio, quello con cui magari scambio più battute, è Mazzarani. Essendo romano come me abbiamo lo stesso slang, lo stesso umorismo. E’ lui a strapparmi la maggior parte dei sorrisi”.

 

A Chiavari come ti trovi?

“La città mi piace molto, c’è il mare e già questo è un punto in più rispetto ad altri posti in cui sono stato. Una città a misura d’uomo, piccolina ma carina e pulita, in cui la mia famiglia si trova molto bene. Ce l’aspettavamo così e le nostre previsioni sono state confermate”.

 

C’è un posto in città che senti più tuo?

“Sono un giocatore tutto casa e campo per cui frequento pochi altri posti. C’è un bar però dove spesso vado a fare colazione e dove ci ritroviamo anche con altri compagni. I gestori sono gentilissimi, è comodissimo essendo dietro al campo”.

 

Sei padre e marito: parlaci della tua famiglia.

“La mia famiglia è composta da mia figlia Annalisa, di cinque anni e mezzo, da mia moglie Greta, mia coetanea nata a Mantova e da me. Mia figlia ormai è una cittadina d’Italia: è nata a Peschiera del Garda e nonostante la giovanissima età ha già cambiato numerose città”.

 

Sei un giocatore scaramantico? Hai qualche rito?

“Nessuno in particolare. Quando ero più giovane ero molto più concentrato sulla partita, adesso sono un po’ più spensierato e questo mi permette di vivere il match più serenamente”.

 

Tutti gli attaccanti sognano di essere allenati da Zeman, come ti sei trovato con tecnico boemo?

“Per un attaccante rappresenta quel qualcosa in più a cui si ripensa guardando indietro alla propria carriera. Con Zeman ho fatto tutto il campionato da attaccante esterno benché fossi una punta centrale. Posso tranquillamente dire che grazie a lui ora so fare un nuovo ruolo. Quell’anno andò tutto alla perfezione: io stavo bene fisicamente e vincemmo il campionato. E’ un grande insegnante di calcio”.

 

E con mister Prina?

“Mi trovo molto bene, si è creato da subito un ottimo feeling. Vedo che crede molto in me, mi dà molte responsabilità e io le accetto volentieri. A quest’età è giusto così”.

 

Cos’hai provato nel momento dell’infortunio a Baldanzeddu? Come sta reagendo?

“Purtroppo il suo infortunio l’ho visto molto da vicino. Ho capito da subito che era una cosa grave. Mi è dispiaciuto moltissimo per Ivano, è un ragazzo davvero eccezionale. Nessun giocatore si merita ciò che gli è capitato ma lui ancora meno. Sta reagendo molto bene, è propositivo. Farà le cure da professionista qual’è e gli auguro di cuore di tornare al più presto”.

 

 

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