ENTELLA, GOZZI “PUNTO ALLA RIAMMISSIONE IN B, NON AL RIPESCAGGIO”

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gozzi-antonio-entellaGENOVA 1 LUG.  “Vogliamo che sia fatta la più assoluta chiarezza. Se i fatti saranno accertati, chiederemo che venga riscritta la classifica e che l’Entella ritorni dov’era”. Un appello lucido, determinato e soprattutto legittimo quello affidato dal presidente Antonio Gozzi. Il patron, ancora una volta, ha ribadito la posizione ufficiale del nonstro club in merito all’inchiesta “Treni del Goal”. “Non guardo al ripescaggio ma continuo a pensare che il nostro caso sia quello della riammissione. Se il Catania è arrivato due punti davanti a noi e verrà dimostrato che le partite sotto indagine sono state effettivamente aggiustate, non vedo francamente altre alternative. Se così fosse siamo stati chiaramente danneggiati”.

 

L’Entella non starà a guardare. “Ci sentiamo parte in causa e lesa. Costituirci e partecipare al processo è un nostro diritto e sicuramente sfrutteremo questa opportunità – ha dichiarato Antonio Gozzi -. I tempi sono stretti ma nonostante questo mi aspetto un’indagine seria e accurata e sentenze certe che non lascino la minima ombra sulla vicenda. E’ chiaro che quest’incertezza non ci sta aiutando nella costruzione della squadra ma per la piega che ha preso la vicenda ci sentiamo parte lesa e dobbiamo essere assolutamente vigilisu tutto quello che accadrà nelle prossime settimane.

 

 

Regole da riscrivere. “Nei parametri della Federcalcio, secondo noi ne manca uno fondamentale. Sottoscrivo in toto la linea del Cittadella quando pone come condizione necessaria la buona amministrazione finanziaria – ha aggiunto -. Chi paga regolarmente e ha i bilanci a posto non può essere penalizzato per far posto a chi, magari, ha più pubblico perché ha un bacino d’utenza più vasto. Trovo assurdo che chi è stato penalizzato per irregolarità amministrative conclamate, qualche mese dopo possa essere in lizza per riprendersi la categoria perduta. Il contributo a fondo perso? Se la scelta nasce per testare la solidità economica dei club posso anche starci, ma che la buona amministrazione non venga considerata non va bene”.

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