Enpa, soccorsi gli animali malgrado gli insulti

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Il cormorano ad Arenzano
Il cormorano ad Arenzano
Il cormorano ad Arenzano

GENOVA. 24 APR. Ieri pomeriggio, mentre i volontari dell’ Enpa, Protezione Animali di Genova continuavano a prodigarsi nel soccorso e nella cura degli animali ‘impetroliati’, ed i loro colleghi savonesi ne soccorrevano altri, dal porto di Arenzano giungevano alla sede di Savona decine di telefonate che segnalavano la presenza di un cormorano impetroliato.

Nessuno di questo, però, si è reso disponibile a portare il volatile a Savona ed anzi alcuni di loro, e tra essi una donna, insultavano la volontaria all’apparecchio, che rispondeva che tutti i volontari, sia i genovesi che i savonesi, erano già impegnati in soccorsi urgenti. La donna urlava che “dovete venire subito, siete pagati per questo, è il vostro mestiere!” quando veniva informata che prima delle 21 avrebbe potuto finalmente liberarsi e venire un volontario genovese.

Alle 19 riusciva ad arrivare un volontario genovese (Francesco), che già era giunto in mattinata per verificare lo stato di un cormorano, poi rivelatosi lo stesso, accertando che si trattava di un soggetto sano e non impetroliato ma soltanto di colore nero lucido, come è natura di questa specie, tral’altro, l’esemplare, è da tempo in zona ed è diventato la mascotte degli ormeggiatori.

 

La signora maleducata ed aggressiva forse non sa che la Protezione Animali, malgrado il nome di “ente nazionale” (ENPA), è un’associazione privata di volontari che non ha mai avuto, nei suo 130 anni di vita, una sola lira di contributo dallo stato; e che il soccorso e la cura degli animali selvatici feriti, malati o in difficoltà è un compito che per legge dovrebbe svolgere la Regione Liguria, che invece a fine anno ha approvato quasi all’unanimità una leggina, richiesta dagli ambienti venatori, che ha tolto agli Ambiti Territoriali di caccia il compito di soccorrerla al di fuori della stagione di caccia, lasciando un vergognoso vuoto legislativo.

Nel frattempo i volontari savonesi sono preoccupati dall’arrivo dell’onda nera, perché teme l’impetroliamento di gabbiani, cormorani e altri animali marini locali, a cui dovranno pensare solo loro, nel disinteresse e l’impreparazione delle istituzioni.

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