Enpa soccorre biancone ad Albisola Capo

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Biancone Albisola
Biancone Albisola
Biancone Albisola

SAVONA. 6 NOV. Questa volta ad uccidere un maestoso biancone, una grande aquila, non è stata la fucilata di un bracconiere ma centinaia di microscopicitrematodi”.

L’esemplare è stato recuperato in gravi condizioni dai volontari della Protezione Animali sulle alture di Albisola Capo; poi la corsa a Genova presso uno studio veterinario specializzato, la visita, le analisi delle feci e l’accertamento della presenza dei vermi nell’intestino, quindi la somministrazione dell’antiparassitario sperando di essere arrivati in tempo.

Ma così non è stato perché, malgrado le cure prestategli ed ormai incapace di deglutire il cibo speciale somministratogli, è morto nella notte. Un altro esemplare in difficoltà è stato segnalato ai bordi dell’autostrada tra Cogoleto ed Arenzano e sono in corso le ricerche da parte della Polizia Stradale.

 

Il biancone appartiene alla famiglia delle aquile e raggiunge i due chili di peso e un metro e ottanta centimetri di apertura alare, trascorre l’inverno nell’Africa subtropicale e arriva in Italia a marzo,

nidificando in Abruzzo, Maremma e Appennino ligure, per poi migrare in autunno; la popolazione italiana è stimata tra 200-400 coppie ed è tra le specie minacciate di estinzione nell’elenco dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), anche per il basso tasso riproduttivo, una maturità sessuale ritardata, una bassa densità di popolazione e soprattutto per l’estrema specializzazione alimentare (si nutre di serpenti colubridi e raramente piccoli mammiferi e uccelli).

La coppia difende territori estesi in media di 5 mila ettari e costruisce il nido su un albero, depone un singolo uovo, incubato per 45 giorni e il giovane si invola dopo 70 giorni circa.

La provincia di Savona è una rotta fondamentale di passaggio di questi animali, che a centinaia ogni anno sorvolano sia il corridoio albenganese/finalese che il massiccio del Beigua, dove vengono osservati da centinaia di birdwatchers in una giornata organizzata dalla direzione del Parco; i volontari dell’ENPA ne hanno raccolti diversi in questi anni, feriti o malati, proprio lungo i due corridoi, riuscendo a salvarne, riabilitarne e liberarne buona parte, un’attività importantissima per la fauna selvatica.

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