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ENPA SAVONA. SENTENZA DECRETA CHE ACCUDIRE I GATTI NON RAPPRESENTA MOLESTIA

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gatto sette vite

gatto sette viteSAVONA. 9 OTT. “Prendersi cura dei gatti delle colonie feline, accudendoli con cibo, acqua e ripari, non può essere ritenuto una molestia per i vicini, naturalmente rispettando igiene e pulizia”.

E’ l’importante sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Genova in relazione alla denuncia fatta nel 2010 da una famiglia di Quiliano (L.C. e P.B.) contro una vicina (S.A.), “colpevole” di aver giornalmente sistemato al confine delle proprietà due piccoli contenitori con cibo ed acqua per i gatti liberi della zona; i due nemici dei felini avevano più volte gettato via i piattini, malgrado una diffida ricevuta dalla locale Polizia Municipale su richiesta della Protezione Animali; e si erano poi rivolti al Tribunale di Savona che, in prima istanza, aveva condannato la “gattara” per molestie e “biasimevoli motivi”.

La Corte d’Appello genovese, con sentenza 1.114/2014, ha invece pienamente assolto S.A. sancendo la piena validità delle norme regionali che tutelano le colonie feline e riconoscendo altresì all’attività degli zoofili “finalità riconosciute dalle legge ed eticamente apprezzabili”. E’ così stata definitivamente confermata l’azione della Protezione Animali savonese, di cui un volontario storico aveva redatto (e consegnato ad un consigliere regionale che l’aveva proposto ufficialmente e fatto approvare dal Consiglio) negli anni ‘90 buona parte del testo divenuto l’articolo 8 della legge 23/2000, che vieta di ostacolare o impedire agli zoofili di curare ed alimentare le colonie feline, di asportarne le attrezzature o spostare i gatti dal loro ambiente e prescrive che, in caso di controversia, il Comune individui un’area, all’interno dell’habitat della colonia, dove posizionare cibo e ripari, prevedendo infine multe salate per i trasgressori.


Non sono infrequenti i casi, soprattutto in Riviera, di intolleranza, non solo verbale, verso i gatti liberi e chi si cura di loro, costringendo spesso l’ENPA ad inviare diffide a condòmini ed amministratori e a segnalarli alla Polizia Municipale per vigilare sul rispetto della legge. E non mancano atteggiamenti contraddittori di alcuni Comuni savonesi che, a differenza della maggioranza che tutela i gatti liberi dei cortili, spesso perseguitano chi di loro si occupa.

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