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Enpa: Massima vigilanza contro le “macellazioni fai da te”

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Enpa: Massima vigilanza contro le “macellazioni fai da te”

SAVONA. 2 SET. In occasione della “Festa del Sacrificio”, la Protezione Animali lancia un appello affinché siano previsti e pianificati, da parte degli organi di vigilanza, controlli rigorosi contro le “macellazioni fai da te”, eseguite – come spesso accade in questa circostanza – al di fuori delle strutture preposte, senza alcun riguardo per la sofferenza degli animali e senza il rispetto delle norme igienico-sanitarie. In caso di violazioni normative, l’Enpa è pronto ad attivarsi con il proprio ufficio legale e con i propri volontari.

Per Enpa, il problema non è però costituito soltanto dalle uccisioni clandestine, ma anche dalla cosiddetta “macellazione rituale”, una pratica – questa sì purtroppo ancora legale – che, in forza di una deroga di legge (decreto 333 del 1998), dettata da motivi religiosi, consente l’uccisione di animali per dissanguamento (tramite rescissione della carotide) senza obbligo di stordimento preventivo. Infatti, secondo il credo ebraico e islamico, soltanto tale pratica sarebbe in grado di preservare la purezza della vittima, la cui morte avviene con una lenta e straziane agonia durante la quale l’”animale sacrificale” resta vigile e cosciente, vivendo impotente l’esperienza della propria morte: un “supplemento di crudeltà” che non concede il “beneficio” della pietà. L’auspicio è che le autorità religiose islamiche riconoscano che il preventivo stordimento degli animali non è in contrasto con i precetti musulmani, come hanno già fatto in molti paesi, come l’Indonesia, la più popolosa nazione di fede islamica.

«Gli animali sono esseri senzienti che hanno il nostro stesso diritto di vivere su questo pianeta: nessuno – commenta la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi – ha il diritto di ucciderli, neanche per motivi alimentari. E neppure se ciò avviene in ossequio a precetti religiosi, fonte di ulteriore sofferenza. Non si tratta di attaccare un credo invece di un altro; si tratta invece di proteggere ad ogni livello la vita di altri esseri senzienti. E di tutelarli contro pratiche anacronistiche che dovrebbero appartenere al passato, non certo ai nostri giorni».


In provincia di Savona orrende macellazioni “casalinghe” sono state denunciate negli anni scorsi a Borghetto Santo Spirito e Vado Ligure e diverse sono state segnalate nell’albenganese ed in Vallebormida; in Italia le macellazioni legali sono invece effettuate in 206 strutture, anche sulla base di un accordo interministeriale del 2010 che ne prevede addirittura la promozione.

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