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Elezioni Chiavari senza M5S: Battistini attacca Salvatore e difende Pisani

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Francesco Battistini in piedi e, accanto, Gabriele Pisani

GENOVA. 11 MAG. “Sottostare ai voleri del padrone e del suo cerchio magico per non essere epurati, esclusi e umiliati. Questo pare essere il significato recondito della mancata certificazione della lista per le amministrative di Chiavari. C’è più di un elemento per supporre che il consigliere regionale M5S Pisani, chiavarese, sia alquanto inviso ad Alice Salvatore.

Per punirlo hanno scelto la strategia della peggior rappresaglia: far fuori di netto il suo gruppo territoriale, magari addossandogli qualche responsabilità, dopodiché isolarlo e schiacciarlo. I vertici del MoVimento hanno preso una brutta deriva, degna della vecchia politica più retriva, fatta di cieca fedeltà al capobastone, epurazioni, tranelli e colpi bassi”.

Lo ha dichiarato oggi il consigliere regionale i Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Francesco Battistini, commentando la mancata “certificazione” della lista del Movimento 5 Stelle per le prossime elezioni amministrative di Chiavari.


“Che fine ha fatto il famoso uno vale uno? – ha aggiunto l’ex M5S Battistini – Solo un pallido ricordo di un tempo che fu, probabilmente. Che fine hanno fatto la competenza e la meritocrazia? Orpelli inutili, se non addirittura fastidiosi: meglio premiare la fede cieca nei confronti di chi, a parole, si professa migliore di altri, ma poi è poco incline a rispettare persino il proprio regolamento, come anche riconosciuto dalla magistratura nel caso Cassimatis e sul Blog si dichiara oltre la legge.

Dov’è finito il primato degli attivisti e del loro voto? Intanto bisognerebbe ricordare quella frase che Beppe Grille pronunciò in un’intervista di pochi mesi fa a Roma: Attivisti chi?. E poi quel brutto fidatevi di me, metafora del colpo di mano con cui è stata cancellata la regolare votazione per scegliere il candidato sindaco di Genova. Pirondini, il secondo che per imperio del Capo rimpiazza la vincitrice Cassimatis , solo perché nelle grazie della consigliera regionale Alice Salvatore e del suo cerchio magico. Alla faccia del merito.

Stesso copione a La Spezia: meritocrazia uccisa per dare la precedenza alla fedeltà. Un responso unanime di tutti i gruppi della circoscrizione stracciato, a tempo di record, con un post scriptum apparso in un post del Blog: Marco Grondacci non può essere candidato con il MoVimento 5 Stelle.

Un crescendo di decisioni sconclusionate, confuse, contraddittorie e dettate dai piani alti. Dicevano di essere contro l’Europa ma poi hanno tentato l’alleanza con ALDE, il gruppo politico più europeista, filo bancario, figlio dell’establishment e di una politica turboliberista che rifugge da qualsiasi principio fondante del MoVimento. Almeno in teoria, verrebbe da aggiungere a questo punto. Dovevano essere per la partecipazione orizzontale e per la democrazia diretta, ma Beppe Grillo, dal predellino, si è elevato a supremo Capo Politico accentrando su di sé ogni potere. Decisione, garanzia, controllo, giudizio e condanna: tutto nelle sue mani.

Dicevano di essere per una legge elettorale equa, giusta, che non elargisse privilegi ma che accordasse al Paese la più ampia garanzia di rappresentatività nelle Istituzioni; ma poi, una volta portato a casa il risultato del Referendum Costituzionale dello scorso 4 dicembre, tutto sommato un bel premio di maggioranza al 37% non andrebbe affatto male: basta vincere, anche se un attimo prima sostenevano l’esatto opposto.

Ci troviamo di fronte a un soggetto politico fortemente mutato rispetto ai suoi valori di origine. La logica del potere fine a se stesso ha infettato tutto, e un solo uomo al comando impone decisioni a chi sta dentro. Chiavari ne è solo l’ultimo, pessimo esempio: per questo, chi ha a cuore la politica fatta nell’interesse dei cittadini e quei valori per i quali avevamo sposato, tutti assieme, la causa del MoVimento 5 Stelle, non può e non deve rimanere dentro, schiacciato dal giogo del vertice.

Ora tocca a Gabriele: vuoi continuare a subire, e allo stesso tempo ad avvallare tutto questo? Oppure è venuto il momento di guardare alla propria coerenza, alla propria onestà intellettuale, e dunque uscire da quel gruppo e da quella forza politica che sta calpestando i tuoi e i miei valori?”.

 

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