Edizione record per Oktoberfest a Genova

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Domenica scorsa l’ Oktoberfest di Genova ha chiuso la sua settima edizione battendo tutti i record di affluenza
Domenica scorsa l’ Oktoberfest di Genova ha chiuso la sua settima edizione battendo tutti i record di affluenza
Domenica scorsa l’ Oktoberfest di Genova ha chiuso la sua settima edizione battendo tutti i record di affluenza

GENOVA. 22 SET. Domenica scorsa l’ Oktoberfest di Genova ha chiuso la sua settima edizione battendo tutti i record di affluenza registrati negli anni precedenti.

L’evento, l’unico ufficialmente riconosciuto dalle autorità bavaresi fuori dai confini tedeschi e organizzato da Alessio Balbi della birreria Hofbrauhaus, insieme al Civ di piazza della Vittoria, ha accolto 100mila visitatori contro gli 83mila della scorsa edizione e ha raggiunto numeri significativi sul fronte del turismo.

«Grazie a diversi sondaggi campione in cui chiedevamo il cap ai nostri ospiti, abbiamo registrato l’arrivo di 100mila visitatori di cui 24 mila fuori dal Comune di Genova, e di questi addirittura 14mila fuori dalla Provincia. In sintesi: una persona su quattro è arrivata da fuori città a dimostrazione del grande potenziale attrattivo e turistico della manifestazione.

 

A raggiungere questo traguardo ci ha aiutato molto la convenzione stipulata con Trenitalia», spiega Balbi. Il piatto più apprezzato? «Lo stinco di maiale, ne abbiamo cucinati oltre 10mila, inoltre abbiamo preparato 5mila chili di crauti, 2mila chili di wurstel e distribuito oltre 15mila brezel, il pane tipico tedesco», continua. E adesso la manifestazione conquista anche Torino, dall’8 al 18 ottobre al Padiglione Oval del Lingotto di Torino. E c’è già chi teme che questa trasferta possa allontanare gli organizzatori dalla città della Lanterna.

«Stiamo valutando diverse ipotesi, la nostra idea non è quella di trasferirci definitivamente in Piemonte – rassicura Balbi – ma è innegabile che ogni anno a Genova, intorno all’Oktoberfest, sorgano polemiche sterili senza guardare veramente all’indotto generato in tutto il tessuto cittadino. Inoltre i costi richiesti, a ogni edizione, aumentano sempre di più e questo non ci consente di pensare in modo disteso al prossimo anno».

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