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EBOLA. SCATTA PROTOCOLLO A SPEZIA. IN ARRIVO NAVE DALLA SIERRA LEONE

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Il nuovo terminal crociere di Largo Fiorillo è stato inaugurato a La Spezia

porto-la-speziaLA SPEZIA. 24 OTT. A La Spezia sta arrivando una nave proveniente dalla Sierra Leone ed è scattato il protocollo anti ebola.

La nave mercantile è partita ieri dal porto di Freetown ed arriverà a Spezia sabato 8 novembre.

Il timore di rischi sanitari ha messo in moto l’organizzazione di un piano di sicurezza coordinato dal prefetto Giuseppe Forlani insieme ai responsabili di Capitaneria, Autorità portuale e Sanità marittima.


Il primo problema da affrontare sarà la libera circolazione in città dei marittimi a bordo del mercantile e provenienti dalla Sierra Leone, circostanza che potrebbe costituire un pericolo per la popolazione.

Verrebbero anche adottate prescrizioni particolari per il trattamento delle acque di zavorra, lo scarico dei rifiuti e in particolare delle acque nere della nave.

Il cargo, nel caso venissero riscontrati a bordo dei casi di Ebola, bloccato prima dell’ingresso in porto.

1 COMMENTO

  1. Ma io mi chiedo perchè andare incontro ad un rischio così alto?
    Forse è l’unico porto che accetta questa nave non calcolando la vera pericolosità della situazione?
    Troppe variabili: hanno mentito persone affette dal virus a bordo di aerei, figuriamoci se elementi dell’equipaggio pur di attraccare in qualche porto si autodenuncerebbero e poi si parla di trattamento delle acque di scarico/zavorra in modo non certo al momento.
    Vorrei solo evidenziare che noi peschiamo e coltiviamo frutti di mare e che il virus si propaga soprattutto tramite feci e urina e tutti altri liquidi che si raccolgono negli scarichi.
    I protocolli al momento non sono chiari perchè nessuno ce li dice e anche se le acque di scarico venissero raccolte ma una parte per sbaglio scivolasse in mare? Cosa succederebbe? I contagi sono avvenuti anche utilizzando precauzioni alte
    Per non parlare del pilota o di chi dovrà salire sulla nave, e del carico che trasporta il cui contenuto potrebbe potenzialmente essere infetto.
    Dicono che il rischio è basso su una superficie ma c’è pur sempre una piccola percentuale e se quella piccola possibilità si insidiasse in qualche contenitore da aprire?
    Perchè non si mette al primo posto in questo caso la sicurezza dei cittadini e si lascia perdere un pericolo che per il momento non viene gestito nemmeno dalle più grandi nazioni del mondo?

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