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EBOLA. IL PAZIENTE AMERICANO SAREBBE PASSATO DA BRUXELLES

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ebola cdc DALLAS.  2 OTT. Il paziente colpito dal virus dell’ Ebola in Texas avrebbe raggiunto Dallas dopo uno scalo con un volo proveniente da Bruxelles e a sua volta giunto da Monrovia, capitale della Liberia.

Lo riportano alcuni media americani su comunicazione di un responsabile dell’autorità sanitaria canadese, specificando come dalla capitale belga non esistano voli diretti per Dallas.

Inoltre il paziente, secondo il governatore del Texas, sarebbe stato anche in contatto con alcuni bambini in età scolastica e che in questo momento vengono monitorati dalle autorità sanitarie.


Sale così in Americala paura per Ebola nel momento che ufficialmente il Cdc, Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta, ha annunciato il primo caso diagnosticato sul territorio nazionale.

Attualmente il paziente è ricoverato al Texas Health Presbyterian Hospital di Dallas epresenta tutti i sintomi della febbre emorragica, proprio lo stesso ospedale che, il 26 settembre, lo aveva rimandato a casa. Questo da quanto appurato dal direttore dell’Istituto nazionale per le malattie infettive (Niaid).

Il Cdc (Centers for Disease Control and Prevention ) ha pubblicato, tra l’altro, un video dal titolo“Salvare vite, proteggere le persone”, con tutte le indicazioni per prevenire la trasmissione. 

Il metodo utilizzato dal Cdc, è definito “la chiave per fermare l’epidemia e salvare vite umane”, si chiama ‘contact tracing’ e prevede una vera caccia ai possibili contagiati per rintracciare tutti coloro che siano entrati in contatto con un paziente affetto dal virus.

 

I medici chiedono al paziente e ai suoi familiari di elencare tutti quelli con cui hanno interagito, che vengono ricercati e messi in quarantena per 21 giorni (2 giorni sono il periodo d’incubazione della malattia, mentre prima che la malattia vera e propria si manifesti possono passarne anche 20) in modo da verificare l’eventuale presenza di sintomi del virus.

Poi se uno di loro mostra sintomi della malattia viene immediatamente isolato, tenuto sotto controllo e curato.

In Italia ne parla il ministro Lorenzin che definisce Ebola come: “una malattia la cui trasmissione è molto difficile, ma va tuttavia organizzato un buon sistema di isolamento sanitario e noi abbiamo un sistema di isolamento all’IstitutoSpallanzani che è tra i primi al mondo”. “L’Italia – prosegue il ministro – riguardo, al problema dell’evacuazione di eventuali propri pazienti, è dunque pronta. Sono attive già da mesi misure di controllo per le navi merci che provengono da paesi infetti e controlli negli aeroporti”.

Il CDC a proposito dell’ Ebolahttp://www.cdc.gov/vhf/ebola/

L’ Ebola in Africahttp://www.cdc.gov/vhf/ebola/pdf/west-africa-outbreak-infographic.pdf

La conferenza per l’ufficialità della presenza di un paziente affetto da Ebola negli Usa.

 

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