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EBOLA. PRIMO MORTO IN GERMANIA. FALSO ALLARME A ROMA

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EBOLABERLINO. 14 OTT. Un’altra vittima di Ebola, questa volta tocca alla Germania.

Dove un dipendente africano dell’Onu, portato a Lipsia dalla Liberia e contagiato da Ebola, è morto la notte scorsa, segnando il primo decesso nel Paese.

L’uomo, 56 anni, è morto in un ospedale della città dell’est della Germania. Si tratta del terzo contagiato dall’Ebola ricoverato in Germania (un secondo viene curato a Francoforte sul Meno mentre un terzo era stato dimesso da un ospedale di Amburgo dopo cinque settimane di cure).


La vittima, un sudanese, era stato trasportato al “Klinikum St. Georg” di Lipsia con un volo speciale giovedì scorso e le sue condizioni erano state subito definite altamente critiche. Secondo l’ospedale non sussistono pericoli di infezione per altri pazienti o visitatori.

A Dallas negli Stati Uniti, è stata identificata altra persona a rischio per il contatto avuto con la infermiera contagiata al Presbyterian Health Hospital.

A Roma momenti di paura quando un immigrato somalo era stato trasportato all’Umberto I a Roma con il sospetto che potesse essere infetto dal virus Ebola ma in realtà ha avuto un attacco di epilessia.

I primi accertamenti medici al nosocomio romano hanno escluso il contagio da Ebola. L’Umberto I è uno dei tre ospedali romani, assieme allo Spallanzani e al Gemelli, di riferimento per le malattie infettive.

L’allarme è scattato quando l’immigrato all’Ufficio Immigrazione della Questure ha avuto un malore: aveva la febbre, era sudato e perdeva sangue dal naso.

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