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E’ MORTO A 85 ANNI IL CARDINALE CARLO MARIA MARTINI: TEOLOGO, BIBLISTA E CATTEDRATICO, PER 23 ANNI RESSE LA DIOCESI DI MILANO. IL PAPA PREGA PER LUI

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MILANO 31 AGO. E’ morto il Cardinale Carlo Maria Martini. Aveva 85 anni e da sedici era malato del Morbo di Parkinson. Lo ha comunicato poche ore fa l’Arcivescovo di Milano, Cardinale Angelo Scola.

Martini aveva 85 anni. Da qualche mese, con l’aggravarsi progressivo della malattia, si era ritirirato nella residenza di Gallarate, dove oggi si è spento. Martini, per 23 anni Arcivescovo di Milano dal 1978 al 2001, era considerato il “volto buono” della Chiesa Italiana, sia per la sua altissima caratura intellettuale che per la sua propensione al dialogo con le altre confessioni religiose e – in generale – su tutti i temi dell’etica e della religione.

Prima di morire – come ha riferito il medico neurologo Professor Gianni Pezzoli che lo aveva in cura da anni – l’alto prelato ha rifiutato l’accanimento terapeutico, mettendo in pratica un argomento scottante da lui spesso trattato in vita, “anche se non ha mai rifiutato fino all’ultimo i farmaci” – riferisce Pezzoli.


Uomo di cultura, biblista, promotore del dialogo fra le religioni, Carlo Maria Martini era nato a Torino il 15 febbraio del 1927. A 17 anni entrò nella “Compagnia di Gesù”, nel 1952 venne ordinato sacerdote a Chieri, presso Torino, e l’anno dopo si laureò in Teologia Fondamentale all’Università Gregoriana di Roma. Il 2 febbraio 1962 pronunciò la solenne professione religiosa e in questo stesso anno gli viene assegnata la Cattedra di Critica Testuale al Pontificio Istituto Biblico di Roma.

Nel 1978, in pieni “anni di piombo”, venne nominato da Papa Paolo VI° Rettore Magnifico della Pontificia Università Gregoriana. L’anno dopo papa Giovanni Paolo II° lo elesse alla Cattedra Episcopale di Milano. Nel 1980 viene consacrato Vescovo in San Pietro e il 10 febbraio successivo fece il suo ingresso ufficiale nella Diocesi di Milano come Arcivescovo del capoluogo lombardo.

A Milano iniziò le popolari e seguite “Meditazioni in Duomo” per avvicinare la gente comune, soprattutto i giovani, alla Bibbia e al Vangelo, attraverso il metodo della “lectio divina”, insegnando a “leggere un testo biblico usato nella liturgia per gustarlo nella preghiera e applicarlo alla propria vita” . come usava spiegare.

Nel 2002 Martini rassegnò le sue dimissioni da Respondabile massimo della Diocesi milanese. Voleva riprendere gli studi biblici a Gerusalemme. Nel conclave del 2005 venne ritenuto tra i possibili successori di Giovanni Paolo II° al soglio pontificio. Dopo l’elezione di Papa Ratzinger, tornò in Israele ma nel 2008 si stabilì di nuovo in Italia: le sue condizioni di salute non gli consentirono di trascorrere la vecchiaia in Terra Santa come avrebbe desiderato.

Nel marzo di quest’anno è uscito il suo ultimo lavoro: una conversazione con il chirurgo e Senatore del Pd Ignazio Marino. Molti i temi caldi del libro, dalla fecondazione artificiale alla donazione degli organi, dalla sessualità al celibato per i sacerdoti, fine vita ed eutanasia.

Ricevuta la notizia della scomparsa di Carlo Maria Martini, Papa Benedetto XVI° si è raccolto in preghiera. Ne dà notizia il sito web di “Radio Vaticana”.

“La formazione e la personalità di Martini – ha sottolineato Padre Federico Lombardi, Portavoce della Santa Sede e gesuita come Martini- erano quelle di un esponente della Compagnia di Gesù, profondo studioso della Sacra Scrittura. La Parola di Dio era il punto di partenza e il fondamento del suo approccio ad ogni aspetto della realtà e di ogni suo intervento, gli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola la matrice della sua spiritualità e della sua pedagogia spirituale, del rapporto continuo, diretto e concreto, fra la lettura della Parola di Dio e la vita, del discernimento spirituale e della decisione alla luce del Vangelo”.

Fu coraggiosa intuizione di Giovanni Paolo II° mettere la ricchezza culturale e spirituale di colui che era stato fino allora uno studioso, Rettore del Biblico e poi della Università Gregoriana di Roma e poi al servizio del governo pastorale di una delle Diocesi più grandi del mondo.

“Il suo – ha detto Lombardi a “Radio Vaticana” – fu uno stile di governo caratteristico. Nel suo recente ultimo piccolo libro dal titolo “Il Vescovo”, Martini scrive: ‘Non pensi il vescovo di poter guidare efficacemente la gente a lui affidata con la molteplicità delle prescrizioni e dei decreti, con le proibizioni e i giudizi negativi. Punti invece sulla formazione interiore, sul gusto e sul fascino della Sacra Scrittura, presenti le motivazioni positive del nostro agire secondo il Vangelo. Otterrà così molto di più che non con rigidi richiami all’osservanza delle norme”. E’ un’eredità preziosa – ha concluso Padre Lombardi – su cui riflettere seriamente quando cerchiamo le vie della “nuova evangelizzazione”.

Marcello Di Meglio

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