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E’ LIBERO ALESSANDRO SPADOTTO, IL CARABINIERE ADDETTO ALLA SICUREZZA DELL’AMBASCIATA ITALIANA IN YEMEN RAPITO 4 GIORNI FA

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Alessandro Spadotto
Alessandro Spadotto

SANA’A 3 AGO. E’ libero il Carabiniere Alessandro Spadotto, responsabile della sicurezza dell’Ambasciata Italiana nella capitale dello Yemen, rapito domenica 29 luglio scorso a Sana’a mentre in borghese si trovava in un bazar a fare acquisti personali.

Dopo quattro giorni l’incubo è finito. Alessandro Spadotto, 29 anni, originario di San Vito al Tagliamento in provincia di Pordenone, è stato rilasciato nella nottata ed è “[…]in buone condizioni. Alessandro sta bene ed è stato consegnato dai suoi rapitori al Sindaco di Mariib, regione petrolifera ad est della capitale yemenita, dove era stato condotto dopo il sequestro – ha detto, annunciando la liberazione, il Presidente dell’Associazione Italo-Yemenita, Arhab Al Shari. Poco dopo è arrivata la conferma della Farnesina.

Il Ministro degli Esteri Giulio Terzi, che sin dalle prime fasi del sequestro ha seguito la vicenda in costante contatto con il suo collega yemenita Al Qirbi, ha espresso “[…]grandissima soddisfazione per la rapida soluzione del caso resa possibile grazie alla straordinaria collaborazione fornita dalle autorità di Sana’a. Si tratta – ha aggiunto Terzi – di un successo che è ancora una volta il risultato del lavoro tenace e della grande professionalità dei funzionari dell’Unità di Crisi della Farnesina e di tutte le strutture dello Stato coinvolte”.


Sospiro di sollievo a San Vito al Tagliamento, in Friuli, la città di Spadotto. “Siamo felicissimi e se mi taglio le vene non viene nemmeno fuori sangue dall’emozione” – commenta a caldo il padre Augusto. “Non l’abbiamo ancora sentito ma ci hanno detto che sta bene, che è tutto a posto. Grazie a tutti: alle istituzioni, al Paese, all’Arma, ad amici e parenti che ci sono stati vicini. Adesso lasciate libero il cellulare, devo sentire Alessandro…”.

Al momento non ci sono notizie su un eventuale pagamento di riscatto. Il capo dei rapitori, aveva chiesto la liberazione di un detenuto appartenente al suo clan, 70mila Dollari e l’immunità completa per l’atto criminale compiuto.

Marcello Di Meglio

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