Dura la vita degli autisti del Volabus

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Volabus
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GENOVA. 22 DIC. Ho avuto occasione di fare una chiaccherata con un utista del Volabus di Genova, che mi ha portata a Brignole dall’areoporto Cristoforo Colombo in un’ora di punta di questi giorni.

Il bus che doveva partire dall’areoporto alle 18,10 è arrivato dal centro alle 18,30 ma nessuno di noi che aspettava si è lamentato perchè il ritardo era più che comprensibile conoscendo il tragitto che fa il volabus. Quando siamo saliti, io mi sono sistemata proprio dietro l’autista e capendo che aveva voglia di parlare mi sono interessata a saperne di più su questo servizio che tanti di noi genovesi utilizziamo.

L’autista, Fabio, persona gentile e socievole ha risposto cortesemente alle miei domande che da utente (più che da giornalista) mi è sembrato giusto fargli, visto che il servizio, diciamolo, non è dei migliori in quanto a velocità.

 

La prima domanda è stata quella che riguarda il percorso, assolutamente assurdo, se si pensa che per effettuare una fermata a Cornigliano, in cui nè sale nè scende nessuno, il bus è costretto a farsi tutta via Cornigliano non potendo usufruire del nuovo stradone che collega Sampierdarena a Sestri Ponente. Fabio era pienamente d’accordo con me, ma mi ha speiagato che le scelte del percorso non vengono dalla proprietà dei Volabus che per altro è campana, ma dal Comune di Genova che deve avere una sua logica. Quale? Questo è meno chiaro. Mi ha fatto anche notare che invece della fermata di Cornigliano sarebbe molto più utile una fermata  al Terminal traghetti dove tanti clienti hanno la necessità di fermarsi per prendere la nave dopo il volo. Niente, su questa richiesta il Comune è ferreo, e dà  sempre risposta negativa. Il motivo? Agevolare i taxi?… forse. Fatto sta che per le due fermate, una a Fiumara e l’altra davanti la stazione di Cornigliano il bus rallenta molto il suo percorso e spesso i passeggeri rischiano di perdere il volo.

Se a questo si aggiunge che di 4 bus a disposizione uno non c’è più e quindi ne sono rimasti 3 di cui in transito sono solo 2, la cosa si complica davvero.  Insomma nei casi di forte traffico, come è in questi giorni, gli autisti spesso sono costretti a scendere da un bus in andata per salire su quello di ritorno perchè finito il turno di lavoro non sono arrivati per tempo al capolinea. “Questo non è bello – mi dice Fabio- non fa una bella impressione davanti ai passeggeri, ma che dobbiamo fare, dopo tutte le ore che già abbiamo sulle spalle in mezzo al traffico. Prima almeno c’era più intervallo tra una corsa e l’altra, mentre adesso le corse sono così ravvicinate che spesso saltiamo il pranzo”.

Viene davvero da dire: vita dura quella degli autisti dei Volabus, ma quando dico questo a Fabio (con un trascorso da ristoratore), mi risponde così: “ Guardi signora io non mi voglio lamentare affatto, in questo momento di crisi, meno male che c’è questo lavoro! Col mio capo poi mi trovo bene, è una persona disponibilissima, quindi va bene così, certo ci fosse più collaborazione da parte del Comune sarebbe meglio. Il Comune di Genova dovrebbe mandare un loro addetto qui, a fare un viaggio con noi, forse si renderebbe meglio conto di tante cose, perchè diciamolo dietro un scrivania non si può avere nessuna coscienza di quelli che sono i problemi reali”.

Speriamo che qualche dirigente comunale legga e si faccia un bel viaggio con Fabio come ho fatto io, chissà che non migliorino le cose sia per chi lavora al volante che per l’utenza.

FRANCESCA CAMPONERO

Internethttps://www.amt.genova.it/rete_e_orari/volabus_new.asp?lan=IT

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