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Droga del combattente: usata da miliziani islamisti, narcotraffico finanziava Isis

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Un islamista: fucile mitragliatore in una mano e Corano nell'altra

GENOVA. 8 MAG. La “droga del combattente” (oltre 37 tonnellate sequestrate in porto equivalenti a 37.500.000 pastiglie di tramadolo) è un tipo di psicofarmaco “utilizzato dai combattenti sia come eccitante, sia per aumentare le capacità di resistenza allo sforzo fisico”. Le pasticche sarebbero state destinate anche ai miliziani vicini all’Isis e a Daesh che le assumerebbero per “rafforzare” le loro energie in occasioni di imboscate, guerriglia ed attentati.

Lo hanno comunicato gli investigatori della GdF e dell’Antiterrorismo di Genova, specificando che, secondo le informazioni condivise con fonti investigative estere, i proventi della vendita sarebbero stati destinati a finanziare il terrorismo islamico.

Inoltre, il carico proveniente “dall’India era destinato in Libia, dove avrebbe alimentato i canali dell’illecito smercio” della sostanza.


La vendita al dettaglio della sostanza avrebbe fruttato circa 75 milioni di euro, in quanto ciascuna pastiglia, sul mercato nero del Nord Africa e del Medio Oriente, è venduta a circa 2 Euro.

Durante i mesi scorsi, in un delicato scenario internazionale, la Gdf di Lungomare Canepa (Genova) insieme all’Agenzia delle Dogane, hanno intensificato i controlli delle merci dirette in Libia. A seguito delle verifiche sono stati quindi individuati tre containers “dichiarati contenere stoffe sintetiche e shampoo per capelli; in realta’, dietro alcuni cartoni utilizzati come carico di copertura, erano nascoste 37.500.000 pastiglie di ‘tamol x’. Pillole poi sottoposte a sequestro preventivo, in quanto merce accompagnata da documentazione doganale e commerciale falsa, strumentale a trarre in inganno gli organi accertatori”.

Il tramadolo e’ un oppioide sintetico, utilizzato nella terapia del dolore, che tenuto conto delle sue proprietà si presta ad usi non terapeutici, essendo utilizzato in tutto il Medio Oriente alla stregua di una sostanza stupefacente.

La cosiddetta ‘droga del combattente’, come testimoniato dai rapporti dell’Unodc (United nations office on drugs and crime, ndr) ha dirette implicazioni anche sui teatri bellici, essendo utilizzato dai combattenti sia come eccitante, sia per aumentare le capacita’ di resistenza allo sforzo fisico.

L’operazione che ha portato all’ingente sequestro e’ stata possibile grazie alla “preziosa collaborazione della Dea (Drug enforcement administration, ndr) americana e della Direzione centrale dei servizi Antidroga presso il ministero dell’Interno e del supporto del Comando Generale della Guardia di Finanza- II Reparto- Ufficio Cooperazione Internazionale e Rapporti con Enti Collaterali, nonche’ del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza di Roma, per i particolari accertamenti svolti sulla rete internet”.

 

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