Doria incontra pensionato aggredito, assessori a Bolzaneto

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Pensionato aggredito, il campo nomadi di Bolzaneto
Pensionato aggredito, il campo nomadi di Bolzaneto
Pensionato aggredito, il campo nomadi di Bolzaneto

GENOVA. 11 GEN. Il sindaco di Genova Marco Doria, accompagnato dall’assessore Giovanni Crivello, ha fatto visita ieri mattina all’ospedale San Martino, dove è ricoverato il pensionato aggredito mercoledì scorso, e ha incontrato i familiari della vittima esprimendo solidarietà e vicinanza dell’Amministrazione comunale.

In mattinata gli assessori Elena Fiorini e Giovanni Crivello, il presidente del Municipio Valpolcevera Iole Murruni e il presidente della commissione Politiche sociali  Cristina Lodi hanno effettuato un sopralluogo nel campo di Bolzaneto, al quale “i servizi del Comune e del Municipio assicurano una costante attenzione”.

Dopo il grave episodio di mercoledì scorso, gli amministratori comunali hanno voluto rimarcare la netta condanna della brutale aggressione “opera di violenti che devono essere individuati e perseguiti con rigore”.

 

“L’azione di questi aggressori – hanno detto sindaco e assessori – non va però attribuita ad un’intera comunità, ma personalmente a coloro che l’hanno commessa. L’episodio non va confuso, per ragioni di strumentalizzazione politica, con la realtà e i problemi del campo sinti di Bolzaneto. È però necessario che tutti collaborino a isolare e punire i colpevoli. ll rispetto della legalità è, infatti, una condizione inderogabile e non è ammissibile che aggressori e violenti possano trovare coperture o complicità. Ciò vale in qualunque quartiere di Genova perché fatti analoghi si sono verificati anche in altre parti della città, dove non esistono campi nomadi. La realtà complessa dei campi e, in particolare, di quello di Bolzaneto deve essere affrontata non sull’onda emotiva di episodi gravi come questo, ma proseguendo con impegno il programma di regolamentazione e di superamento dei campi che il Comune sta attuando da tempo in modo concreto e con buoni risultati, in attuazione della strategia nazionale di inclusione dei rom, sinti e “caminanti” varata dal Consiglio dei ministri il 24 febbraio 2013 dopo gli accordi sottoscritti dallo Stato italiano con il Consiglio europeo. Ciò richiede naturalmente che le persone residenti nei campi collaborino rispettando le regole, assicurando l’integrazione scolastica dei minori, agevolando l’azione dei servizi sociali e favorendo in generale la convivenza civile”.

La giunta Doria ha ricordato anche il costante impegno del Comune, con speciali progetti di inclusione: “Dal 2012 esiste un intervento educativo all’interno del Campo di Bolzaneto con la presenza di 2 educatori per 18 ore settimanali. Ci sono poi le azioni per contrastare la dispersione scolastica dei minori e promuovere la prevenzione socio-sanitaria grazie alla rete ‘La Ruota’ che coinvolge gli Istituti comprensivi di Bolzaneto e di Pontedecimo, il Consultorio familiare di Bolzaneto, la Comunità di S. Egidio, CSMF e l’ATS 41. Nel 2013, inoltre, il Comune ha aderito al ‘Progetto nazionale per l’integrazione e l’inclusione dei bambini Rom Sinti e Caminanti’ con l’obiettivo dell’inclusione dei bambini e adolescenti”.

Tursi ha spiegato che dal 2013 ad oggi, in ottemperanza alla strategia nazionale di inclusione che prevede il graduale superamento dei campi e l’attivazione di progetti di inclusione, sono stati sgomberati a Genova con ordinanze del sindaco 5 insediamenti abusivi: uno dei due campi di via Bruzzo in Valpolcevera, in salita Acquamarsa sempre in Valpolcevera, nella Fascia di rispetto Prà, nel greto del torrente Cerusa e in passo Torbella/via Perlasca. Altri 3 campi abusivi sono stati sgomberati dalla polizia, in collaborazione con i vigili urbani: in via Prasca, in via Aviatori e Pionieri d’Italia e in salita Liggia. Inoltre, in lungomare Canepa sono stati effettuati alcuni sgomberi di edifici abusivamente occupati, che verranno completati nei prossimi mesi. Nell’autunno 2014 è stato chiuso anche il campo autorizzato di via Adamoli.

Per tutte le famiglie, il Comune ha previsto un percorso di ricollocamento e integrazione.

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