Doria chiede i danni, Toti lo stato di emergenza. Comunicato Iplom

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Diga di terra e panne per contenere la marea nera della Iplom nel Polcevera
Diga di terra e panne per contenere la marea nera della Iplom nel Polcevera
Diga di terra e panne per contenere la marea nera della Iplom nel Polcevera

GENOVA. 18 APR. Secondo alcuni esperti, il petrolio è finito in mare in minima parte. Il grosso del prodotto grezzo, consistente e pesante, sarebbe rimasto nell’alveo del Polcevera.

Escluso il sabotaggio, tra le ipotesi che hanno provocato la rottura della tubatura Iplom a Fegino, c’è quella di un pompaggio di petrolio in quantità maggiore rispetto a quella consentita nella tubatura, che è scoppiata. La squadra di tenici, invece, sarebbe intervenuta tempestivamente.

Mentre i lavori per arginare il disastro ecologico proseguono, il sindaco Marco Doria e il governatore ligure Giovanni Toti stamane si sono recati sul Polcevera per un sopralluogo. La procura ha aperto un’inchiesta e posto sotto sequestro l’impianto.

 

Ecco il comunicato ufficiale di Iplom: “Sono proseguiti per tutta la notte gli interventi avviati ieri sera a seguito della rottura di una tubazione interrata dell’oleodotto che collega la Raffineria di Busalla. Secondo il Piano di Emergenza, subito attivato in collaborazione con i Vigili del Fuoco, sono state posate le panne di Iplom e di Servizi Ecologici sul Polcevera e messo in atto l’assorbimento del prodotto sversato tramite mezzi autospurgo. Al contempo è stata costruita una briglia sifonata nel tratto terminale del
fiume per trattenere il prodotto e assorbirlo. Nel rio Fegino, nel tratto interessato, è tuttora in corso la schiumatura per
limitare l’evaporazione.

L’incidente si è prodotto mentre era in corso il trasferimento di grezzo da una nave nel Porto Petroli di Multedo. Verificato un calo di pressione il pompaggio è stato immediatamente interrotto. L’azienda è impegnata nelle azioni di bonifica che proseguiranno fino a completa rimozione e pulitura dell’alveo”.

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