Don Giovanni, una star che seduce a NewYork

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Torna il Don Giovanni al Carlo Felice
Torna il Don Giovanni al Carlo Felice
Torna il Don Giovanni al Carlo Felice

GENOVA. 23 GEN. Dopo quattro anni torna al Carlo Felice una delle opere più belle e conosciute di Mozart, DON GIOVANNI, la cui prima è in programma sabato 30 gennaio 2016, alle ore 20,30.

È la seconda delle tre opere italiane che il compositore austriaco scrisse su libretto diLorenzo Da Ponte (che era al servizio dell’imperatore d’Austria), il quale attinse a numerose fonti letterarie dell’epoca. Essa precede Così fan tutte (K 588) e segue Le nozze di Figaro (K 492), e venne composta tra il marzo e l’ottobre del 1787, quando Mozart aveva 31 anni. Commissionata dall’imperatore Giuseppe II, anche a seguito del successo di Don Giovanni o sia Il convitato di pietra di Giuseppe Gazzaniga, non andò tuttavia in scena per la prima volta a Vienna, bensì al Teatro degli Stati di Praga. Don Giovanniè considerata uno dei massimi capolavori di Mozart, della storia della musica e della cultura occidentale in generale.

Ma quella che andremo a vedere nel nuovo allestimento della regista Rosetta Cucchi poco si rifa all’ambientazione settecentesca tradizionale : «Ho pensato all’America reaganiana degli anni ’80, ottimista e proiettata verso il futuro, ma dove il moralismo borghese si contrapponeva alla crescente voglia di libertà di una parte della società. – dice la regista- Dove le grandi star del rock facevano impazzire i giovani e venivano seguite nelle mode e nei costumi morali e sessuali. Ma anche all’America dove l’ombra dell’AIDS iniziava a prendere forma e c’era chi la giudicava come una giusta punizione divina della corruzione dei costumi. In questo contesto, ho immaginato un Don Giovanni star di uno dei locali alla moda newyorkesi, come poteva essere il mitico Studio 54, amato da tutte le donne e da esse odiato quando stanco e annoiato le rifiuta. Un uomo mito che vive sopra le righe, forse conscio di dover bruciare tutto e subito rifiutando un futuro di decadenza fisica e sperando in una fine spettacolare.»

 

L’allestimento è frutto di una collaborazione nazionale ed internazionale: Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatri di Piacenza, Teatro del Giglio di Lucca, Opera de Tenerife. Le scene sono state realizzate da Andrea De Micheli, i costumi sono curati da Claudia Pernigotti e le luci sono firmate da Luciano Novelli.

La direzione dell’ Orchestra del Teatro Carlo Felice è affidata a Christoph Poppen e che ritroveremo nel prossimo concerto sinfonico del 5 febbraio, che  si alternerà con Pablo Assante nelle recite del 2 e 6 febbraio, mentre  il Coro è guidato Patrizia Priarone. 

Il cast che affronterà il capolavoro mozartiano è composto da nomi di spicco come quello del protagonista Erwin Schrott che si alternerà con il genovese Michele Patti e Alessandro Luongo, la tormentata Donna Elvira sarà interpretata da Maija Kovalevska e Raffaella Lupinacci, due fascinose Donna Anna saranno Serena Gamberoni e Alfiia Karimova, Alex  Esposito e Luciano Leoni interpreteranno il servo Leporello, Francesco Verna e Roberto Maietta Masetto, Sophie  Gordeladze e Lilia Gamberini si alterneranno nel ruolo di Zerlina, Graeme Broadbent sarà il Commendatore e Patrick Vogel Don Ottavio.

FRANCESCA CAMPONERO

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