Home Cronaca Cronaca Genova

DOMENICA CONCERTO PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA AL SACRARIO DELLA RESISTENZA DELLA BENEDICTA

0
CONDIVIDI

partigiani-brigataGENOVA. 6 GIU. Si aprirà sulle note dell’Inno nazionale e terminerà con quello dei “Ribelli della montagna” che combatterono e si sacrificarono per riconquistare libertà e democrazia.

Il concerto di domenica 9 giugno alla Benedicta celebrerà infatti, nel sacrario partigiano e della lotta contro il nazifascismo, la memoria della Resistenza in occasione della Festa della Repubblica nata dai suoi valori.

Il concerto – domenica prossima alle 16.30 sulla montagna alessandrina di Bosio – è organizzato dalle Province di Genova e Alessandria, con i Comuni di Alessandria, Genova e Bosio, Regione Liguria e Consiglio Regionale del Piemonte, Associazione Memoria della Benedicta, Aned Piemonte, Anpi provinciale di Alessandria e di Genova. Il concerto alla Benedicta, eseguito dall’Orchestra di Fiati della Filarmonica Sestrese diretta dal maestro Matteo Bariani, spazierà dalle musiche di Verdi a quelle di Gershwin, Stanek, Weill, Fucik, Pastorius, Silver e dei Deep Purple. Dopo Fratelli d’Italia composto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro, il programma proseguirà con la Florentiner March di Julius Fucik (compositore e zio dell’omonimo scrittore assassinato dai nazisti), Giovanna d’Arco e Nabucco di Giuseppe Verdi, Tanz und Lied di Pavel Stanek, Porgy and Bess di George Gershwin, Mack tre Knife di Kurt Weill, The Chicken di Jaco Pastorius, Sister Sadie di Horace Silver e una “medley” dei Deep Purple, prima della toccante e orgogliosa conclusione con “Siamo i ribelli della montagna” l’inno scritto proprio sul Monte Tobbio che abbraccia la Benedicta da Emilio Casalini, il partigiano “Cini” ucciso dai nazifascisti l’8 aprile del 1944 a Voltaggio e musicata da un altro combattente per la libertà, Angelo Rossi, il partigiano “Lanfranco”.


La Benedicta di Bosio è luogo della memoria comune sui temi della guerra, della Resistenza e delle deportazioni a ricordo del terribile eccidio del 7 aprile 1944, in cui i nazifascisti del maggiore SS Sigfried Engel (che il Tribunale Militare di Torino nel 2000 aveva condannato all’ergastolo) trucidarono

172 partigiani, 98 tra le rovine del santuario e 84 nei feroci rastrellamenti di quei giorni e di altri 207 loro compagni catturati e deportati solo 18 sopravvissero ai lager.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here