Dittatura nel Pd, altro che dialogo. Regazzoni a Terrile: sei arrogante, io non taccio

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Il segretario provinciale del Pd Alessandro terrile con il capogruppo rgeionale Raffaella Paita e il premier Matte Renzi
Il segretario provinciale del Pd Alessandro terrile con il capogruppo rgeionale Raffaella Paita e il premier Matte Renzi
Il segretario provinciale del Pd Alessandro Terrile con il capogruppo regionale Raffaella Paita e il premier Matteo Renzi

GENOVA. 25 AGO. Altro che dialogo e visione comune. Marco Doria a parte, il Pd genovese non sarà unito alle prossime elezioni comunali della primavera 2017.

Un assaggio delle polemiche al vetriolo si possono già leggere in questi giorni di Festa dell’Unità sui social network e sui quotidiani, dove il segretario provinciale genovese del Pd Alessandro Terrile ha attaccato l’indipendente e battagliero autocandidato sindaco del Pd Simone Regazzoni, che insieme ad altri compagni di partito si ribella ai diktat imposti dall’alto.

“Avevo chiesto con una lettera aperta al segretario del Pd Alessandro Terrile – ha spiegato oggi Regazzoni – un confronto pubblico alla Festa dell’Unità su alcuni temi che toccano la vita dei Genovesi. Lo avevo fatto perché credo che la via del confronto aperto tra le idee e del dialogo sia nel dna del nostro partito e sia il solo modo per parlare in modo costruttivo alla città. È arrivata la risposta del segretario Terrile: mi viene intimato di tacere a mezzo stampa.

 

Ne prendo atto. La mia risposta è semplice. Continuerò a preferire all’arroganza delle polemiche la forza persuasiva del confronto. Io andrò avanti con questo spirito. Parlando alla città, dialogando con i cittadini e rimanendo disponibile al confronto con tutti. Se Terrile riesce a superare le sue paure io sono disponibile al dialogo sui temi che interessano la nostra città”.

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