Dissesto idrogeologico, i Verdi: prima la sicurezza poi le grandi opere

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Domani i rappresentanti del sindacato USB dei Vigili del fuoco saranno in audizione nel Consiglio Regionale Liguria

vvf-montoggio-alluvioneGENOVA. 17 SET. Anni per vedere i primi lavori di messa in sicurezza, mentre le grandi opere avanzano. I Verdi della Liguria si chiedono quali siano le priorità e cosa davvero farà, al di là dei proclami, la Giunta di Toti.

“In questo ultimo week end sui quotidiani locali sono apparse le seguenti notizie: le dichiarazione dell’allerta 2;  per tutta domenica Toti,Rixi,Viale, Giampedrone e tutta la Giunta Regionale hanno parlato, twittato ed esaltato il sistema di allerta regionale e l’intervento di ARPAL (forse era loro sfuggito che solo pochi giorni prima il nuovo capo della protezione civile nazionale in visita in Liguria aveva esaltato il sistema ligure ,creato dalla Giunta Burlando ovviamente, indicandolo come uno dei migliori in Italia) – riassumo i portavoce dei Verdi – Tutto ciò avveniva mentre la Liguria subiva danni pesanti per la pioggia e per fortuna non vi sono state vittime a differenza delle tragiche morti avvenute nel piacentino; Lunedì infine il Presidente Toti,sempre a stare ai giornali, va a Montoggio e annuncia che ci vorranno almeno tre anni per fare le opere più urgenti di difesa del suolo e che bisogna rimediare al decennio di malgoverno burlandiano in questo campo.
Noi Verdi crediamo, ancora una volta, che la Giunta Toti-Rixi-Giampedrone abbia esaminato male la scena.
La situazione del suolo in Liguria non è precipitata nell’ultimo decennio ma è la conseguenza di una politica nazionale scellerata avviata negli anni sessanta con una cementificazione diffusa del territorio, in particolare nella fascia costiera o in quelle immediatamente retrostanti in una logica di speculazione immediata e redditizia per pochi. Ad essa corrispondevano poi facili condoni edilizi,che sanavano anche gravi abusi magari con possibili situazioni di collusione con il malaffare. A questa politica è seguito l’abbandono delle zone collinari e di una agricoltura povera, che poteva però divenire redditizia per la grande qualità dei prodotti (se adeguatamente sostenuta) ,garantendo inoltre la manutenzione del territorio.
A questa situazione pochi intellettuali lungimiranti si opposero, a cominciare da Fazio,storico presidente di Italia Nostra, fino a Camillo Cederna (per citarne alcuni). Essi seppero purtroppo vedere dove il paese sarebbe finito in assenza di una adeguata tutela del suolo.
Bisogna inoltre ricordare che, ancora oggi, in Italia manca una legge,che tuteli il suolo come bene primario e ne regoli il consumo – proseguono i portavoce – anche perché il disegno di legge presentato dal governo Letta sul tema (ultimo di una lunga serie) giace abbandonato in Parlamento.
A questo punto al Presidente Toti si pone una scelta: adottare una prima legge regionale contro il consumo del suolo e soprattutto introdurre la moratoria di tutti i nuovi insediamenti edilizi impattanti .
Parallelamente si dovrebbe avviare un programma straordinario di manutenzione territoriale volto anche a riportare agli onori della produzione nazionale di nicchia ma di alta qualità l’agricoltura ligure (a cominciare da olio e vino) ;
oppure proseguire nell’inutile corsa alla costruzione di opere assolutamente inutili,costose ed impattanti come il Terzo Valico, la Carcare-Predosa-Albenga ,la gronda,…,che in alcuni casi forse non vedranno mai la luce ma in compenso aggraveranno per i decenni a venire la situazione di una regione,che ha un suolo estremamente fragile.
Su scelte concrete,come questa, vogliamo giudicare l’azione del centrodestra,dando un giudizio ponderato sulle azioni di governo – concludono i Verdi della Liguria – In ultimo vogliamo però ricordare al Presidente Toti e alla sua Giunta che non casualmente per secoli il territorio ligure è stato sottoposto ad una continua manutenzione tramite la costruzione dei terrazzamenti,che venivano realizzati sia per recuperare aree coltivabili che per garantire la stabilità di un suolo,che era estremamente fragile e suscettibile di frane e smottamenti”.

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