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DISCUSSIONE IN REGIONE SULLA DISCARICA DI BORGHETTO VARA

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pitelli-discaricaGENOVA. 12 GIU. Contro l’ipotesi relativa alla realizzazione di una discarica nel Comune di Borghetto Vara, in località Mangina, sono state illustrate due interpellanze, una ha come primo firmatario Luigi Morgillo (Pdl) e l’altra Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania).

Luigi Morgillo in particolare ha rimarcato che la discarica è inserita in un piano dei rifiuti della Provincia della Spezia, oramai datato e che l’iniziativa risulta essere in contrasto con il distretto biologico esistente in Val di Vara. Il consigliere ha sottolineato, inoltre, che il territorio di questa zona ha dimostrato un grosso problema di tenuta legato alla fragilità ed è a costante rischio frane, «come dimostrano le cronache di questo periodo». Morgillo ha chiesto, quindi, alla giunta se non ritenga  «di dover provvedere all’esclusione di siti in aree a rischio dissesto idrogeologico dai piani provinciali dei rifiuti e, nello specifico, per quali motivi non ritenga di escludere il sito di “Mangina” dal piano dei rifiuti della Provincia della Spezia vista sia la fragilità del territorio sia la concomitanza di insistere all’interno del distretto del biologico della Liguria. Morgillo ha chiarito che il progetto non è stato  presentato in Regione e che, quindi, ne ha avuto notizia soltanto a mezzo stampa. Ha insistito sulla “vetustà” del piano provinciale dei rifiuti, che ha almeno dieci anni e, quindi, di gran lunga antecedente all’alluvione del 25 ottobre  2011 che ha martoriato il territorio, rilevandone la sua fragilità. e provocando vittime.

Francesco Bruzzone con il documento, sottoscritto anche da Maurizio Torterolo e Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) , ha chiesto alla giunta per quali motivi non sia ancora intervenuta per bloccare il progetto. A suo avviso, infatti, l’iniziativa è  «totalmente inopportuna per evidenti motivi logistici, ambientali e di dissesto idrogeologico». Ha sottolineato, inoltre, la caratterizzazione della zona, legata alla produzione biologica, voluta dalla stessa Regione.  Bruzzone, al pari di Morgillo, ha ribadito che l’area in questione si trova nel cuore del distretto biologico della Val di Vara «che – ha detto – rischia di diventare la Valle della rumenta». Ha quindi sottolineato che il suo intento è quello di comprendere l’orientamento della giunta, al di là dei piani e dei progetti. Ha quindi fatto cenno ad «un uso strumentale dei piano industriale di Acam, la società  a carattere pubblico che gestisce lo smaltimento rifiuti nello spezzino che – ha detto – traballa, per il mantenimento  o meno dell’azienda».


Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente, Renata Briano. «Al momento si sta lavorando con piani a livello provinciale che individuano  possibili discariche sul territorio, per completare il ciclo dei rifiuti, come accade alla Spezia per Mangina» ha esordito l’assessore, spiegando che la Regione sta lavorando ad una programmazione a livello regionale di un piano per il  ciclo dei rifiuti, che dovrà essere approvato a fine anno. Ha altresì ribadito che finora Acam (la società gestisce lo smaltimento dei rifiuti nello spezzino) ha  solo illustrato un’ipotesi progettuale. Nessuna procedura, quindi, è stata ancora aperta in Regione. «Le procedure sono di carattere tecnico e noi, quindi, ad oggi non siamo in grado di esprimere valutazioni» ha affermato l’assessore.

Bruzzone nella replica  ha insistito sulla necessità, da parte della giunta, di esprimere comunque una valutazione, al di là delle questioni tecniche, ma in considerazione della realtà nella quel si andrebbe ad intervenire: «Se qualcuno propone di buttare giù la lanterna, va fermato, al di là delle valutazioni di tipo tecnico, per la insensatezza dell’iniziativa».

Morgillo si è detto parzialmente soddisfatto della risposta dell’assessore «perché – ha detto – traguarda il superamento della programmazione a livello provinciale della gestione dei rifiuti, per andare, invece, verso una programmazione regionale. Questo superamento già si sarebbe già dovuto fare dieci anni fa  e la programmazione a livello provinciale si è rivelata un fallimento. Ricordo che per quel vecchio famigerato piano chiesi il commissariamento.  Fornisco la mia disponibilità ad accelerare questo iter, questo passaggio. Non ho dubbi che, alla luce di quanto accaduto, che non si deciderà di costruire una discarica dove un anno e mezzo fa è crollata addirittura una montagna. Ringrazio fin d’ora l’assessore».

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