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DISCUSSIONE IN REGIONE SU DISOCUPAZIONE GIOVANILE ED ABBANDONO SCOLASTICO

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vesco_regioneGENOVA. 12 GIU. In ambito di sede di Consiglio regionale si è discusso, ieri, di disoccupazione giovanile  ed abbandono scolastico.

Sono intervenuti l’assessore ai trasporti Enrico Vesco e l’assessore all’istruzione Sergio Rossetti

Giovanni Enrico Vesco ha dichiarato: «La sempre maggiore criticità della situazione dei giovani nel mondo del lavoro con il record assoluto di disoccupazione raggiunto dal nostro Paese è la dimostrazione del totale fallimento delle politiche di solo rigore portate avanti in questi anni, politiche che hanno creato recessione, maggiori disuguaglianze sociali e blocco dell’accesso delle nuove generazioni al mondo del lavoro. Dai dati che emergono risulta che dal febbraio 2013 fra i disoccupati il 33,8 per cento sono giovani fra i 15-34 anni mentre fra gli inoccupati, cioè fra quelli alla ricerca del primo lavoro, la percentuale nella stessa fascia di età si attesta sul 45 per cento. Sul complesso dei disoccupati e inoccupati i giovani fra i 15 e i 34 anni sono il 36 per cento. Una situazione che aggrava ulteriormente la condizione delle fasce più deboli della popolazione. Le cause di questa situazione – ha aggiunto  – sono molte e diversificate: innanzitutto la lunga crisi economica che si accanisce sulla parte più fragile del mondo del lavoro, poi le politiche largamente insufficienti. E’ chiaro che è necessario un intervento nazionale che metta fra le priorità incentivi e investimenti diretti nei settori strategici».


Secondo Vesco «la nostra più grande risorsa e più grande opportunità sono i giovani e bisogna introdurre da subito la “Garanzia Giovani” la raccomandazione adottata dal Consiglio dell’Unione europea il 28 febbraio scorso, che raccomanda a tutti gli stati membri di garantire che tutti i giovani di età inferiore ai 25 anni ricevano un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi o tirocinio entro un periodo di 4 mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale». Per favorire l’accesso al lavoro dei giovani è necessario intervenire, secondo l’assessore,  in due direzioni: eliminare le cause strutturali che bloccano l’accesso al lavoro e al credito, necessario per sviluppare nuove imprenditorialità ed eliminare la crescente separazione fra scuola e lavoro, combattere i pesanti tassi di abbandono scolastico. «Come Regione di fronte alla crisi non siamo stati con le mani in mano – ha aggiunto -, ci siamo impegnati innanzitutto sul fronte sociale, nelle politiche passive cercando di garantire la cassa integrazione in deroga alle aziende in crisi e per fare questo abbiamo dovuto utilizzare le risorse del Fondo sociale europeo che non era previsto fossero destinate a questo scopo. Inizialmente abbiamo usato per gli ammortizzatori sociali una quota del 30% salita poi dal 30 gennaio 2012 al 40%. Fortunatamente sono poi arrivati i fondi dal ministero del Tesoro per la cig in deroga e quella partita è finita».

L’assessore ha ricordato il Piano straordinario per i giovani finanziato con 20 milioni di euro, volto a sviluppare una politica regionale che prevenga la dispersione scolastica e garantisca l’occupabilità dei giovani.

«Fra le varie azioni del Piano giovani – ha spiegato Vesco – la più importante è il programma sperimentale integrato di interventi per la promozione dei tirocini e dei contratti di apprendistato che mette a disposizione circa 2 milioni e mezzo di euro. Gli interventi attivabili sono: un percorso di primo ingresso al lavoro per i giovani che ancora frequentano scuola o università; un percorso per i giovani fino a 30 anni ormai fuori dal sistema scolastico; percorsi di assunzione destinati a giovani fra i 31 e 35 anni inoccupati o disoccupati. Ai giovani che partecipano al percorso è erogata per tutto il periodo di svolgimento del tirocinio un’indennità di partecipazione di 500 euro mensili. Tale importo è a carico di Regione Liguria per i primi tre mesi, per un totale di 1500 euro e del datore di lavoro per gli ultimi tre mesi per un totale di ulteriori 1500 euro. Il datore di lavoro che proceda all’assunzione riceve dalla Regione il rimborso dei 1500 euro spesi negli ultimi tre mesi di tirocinio. Nel caso di assunzione a tempo indeterminato viene inoltre concesso un contributo di 2200 euro per il percorso di primo ingresso al lavoro e per il percorso di inserimento o reinserimento».

Sergio Rossetti, assessore alle Risorse finanziarie, istruzione, formazione, università ha ribadito che lo sviluppo dell’economia dipende in gran parte dai processi di formazione che i vari paesi riescono a mettere in campo. «Il nostro obiettivo – ha detto – è stato quello di mettere funzione un sistema di  formazione professionale capace di utilizzare al massimo i fondi del Fondo sociale europeo. Lo abbiamo fatto al punto che rischiamo di avere un overbooking e cioè di impegnare in progetti formativi più di quanto il FSE ci mette a disposizione. Abbiamo allora puntato a sfruttare anche i fondi Fesr e cioè quelli europei destinati allo sviluppo e alla ricerca. Vogliamo avviare fra il  2014-2020 un processo di formazione continua che, analogamente a quanto già avviene in altri paesi, veda la partecipazione delle imprese alla formazione dei giovani. Oggi il nostro sistema di  orientamento professionale è troppo autoreferenziale e sganciato dal concreto mercato del lavoro. Questo aggrava il  preoccupante fenomeno dell’abbandono scolastico e del precariato. Abbiamo immaginato che in futuro l’orientamento segua percorsi a filiera: quella produttiva, dei servizi, l’economia del mare, la green economy, e così via integrando periodi di stage in azienda nel processo formativo con un’integrazione fra scuola dell’obbligo e impresa».

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