Disastro a Fegino, RaS: Toti nega pure contributo per festa quartiere

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Il capogruppo regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino con il coordinatore metropolitano dei Verdi Angelo Spanò
Il capogruppo regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino con il coordinatore metropolitano dei Verdi  Angelo Spanò in Val Polcevera
Il capogruppo regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino con il coordinatore metropolitano dei Verdi Angelo Spanò in Val Polcevera

GENOVA. 27 GIU. “Una doccia fredda, quella che arriva dai tecnici che hanno effettuato i carotaggi nel Rio Pianego a Fegino. Lo sversamento provocato dalla rottura del condotto Iplom è troppo esteso: impossibile rimuovere tutto il petrolio penetrato nelle viscere del terreno”.

L’allarme è stato lanciato oggi dal consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino, che ha attaccato: «Ora abbiamo una certezza. Il quartiere di Fegino non sarà mai ripagato dell’ingente danno subito. La nostra sicurezza dipende dal fatto, ormai noto, che la tanto decantata bonifica non riuscirà ad asportare completamente il sedimento contaminato dagli idrocarburi. Il problema è duplice: primo, gli argini del Rio Pianego mostrano segni di fragilità strutturale, c’è il rischio che cedano se si scava in profondità. Secondo, i tubi passano sotto l’alveo del torrente, quindi per rimuovere tutto il petrolio filtrato bisognerebbe smontare la conduttura. In questo caso Iplom dovrebbe affrontare uno stop che sicuramente non è disposta ad accettare».

Il consigliere di RaS ha inoltre riferito, con amarezza, che alla comunità non sono state concesse neppure “magre consolazioni, anche perché lo scorso 27 maggio il comitato dei cittadini di Borzoli e Fegino si è visto rifiutare da Regione Liguria una richiesta di contributo di poche centinaia di euro, necessari per organizzare la festa di quartiere che si tiene da 22 anni. Sarebbe stato un bel segnale, che se non altro avrebbe evidenziato che la Regione si ricordava ancora di quello che è successo poco tempo fa da quelle parti. Invece niente. Nella lettera di rifiuto si parla di “mancanza di fondi”, il che stride parecchio con i 90mila euro impegnati dal presidente Toti per un sondaggio che serve a indagare il livello gradimento della sua giunta a distanza di un anno».

 

 

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