Dipendente pubblico navigava su siti porno anziché lavorare

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Un dipendente pubblico scansafatiche, furbetto e maniaco è stato condannato per peculato e poi dalla Corte dei Conti per avere navigato sul web durante l'orario di ufficio
Un dipendente pubblico scansafatiche, furbetto e maniaco è stato condannato per peculato e poi dalla Corte dei Conti per avere navigato sul web durante l'orario di ufficio
Un dipendente pubblico scansafatiche, furbetto e maniaco è stato condannato per peculato e poi dalla Corte dei Conti per avere navigato sul web durante l’orario di ufficio

GENOVA. 12 MAR. Un dipendente della Direzione territoriale del lavoro di Genova è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire 4.300 euro perché navigava sui siti porno, anziché lavorare.

Il maniaco e furbetto aveva manomesso il sistema operativo dell’ufficio per potere navigare sul web a suo piacimento e per i suoi “pruriti” personali.

Lo scansafatiche condannato si divertiva in ufficio anche a chattare sulle pagine di Facebook.

 

Secondo la procura, il dipendente pubblico, che era già stato condannato in sede penale a quattro mesi per peculato, aveva installato sul computer dell’Ufficio del lavoro un sistema operativo diverso da quello in dotazione per potere usufruire di Internet.

Secondo gli esperti investigatori aveva trascorso decine di ore su pagine web, che nulla avevano a che fare con la sua attività lavorativa. Per i giudici, non ci sono stati dubbi sul comportamento illegale e scorretto del dipendente pubblico.