Dipendente pubblico naviga su siti porno anziché lavorare

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Anziché lavorare, un dipendente pubblico della Direzione territoriale del Lavoro navigava sul web fra Facebook e siti porno: la procura della Corte dei Conti ora gli chiede un risarcimento di oltre 7mila euro

GENOVA. 18 FEB. Un dipendente pubblico furbetto ha taroccato il computer dell’ufficio per navigare a babbo su Facebook e guardare i “pornazzi” durante l’orario di lavoro, ma è stato pizzicato dai superiori e denunciato.

Ora la procura della Corte dei Conti della Liguria gli ha chiesto indietro oltre 7mila euro come risarcimento. Il funzionario della Direzione territoriale del Lavoro di Genova è finito nei guai per avere navigato su Internet per scopi personali. Era già stato condannato a quattro mesi per peculato. Il dipendente pubblicato ha trascorso oltre 130 ore sul web. Chissà quante volte sarà andato in bagno, lasciando perdere le più importanti pratiche d’ufficio alle quali era addetto.

 

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