Di forni per gay non c’è traccia: registrazione dà ragione a De Paoli

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Gogna mediatica per il consigliere regionale Giovanni De Paoli (Lega): ora M5S e Rete a Sinistra hanno ritirato la mozione contro di lui
Gogna mediatica: il consigliere regionale Giovanni De Paoli (Lega)
Gogna mediatica solo per sentito dire: De Paoli (Lega) non ha mai pronunciato la frase omofoba riferita da testimoni e a lui attribuita durante i lavori della commissione regionale. Una registrazione gli dà ragione

GENOVA. 17 FEB. Non c’è traccia di “forni per gay” o roba simile. La presunta frase omofoba attribuita al consigliere regionale Giovanni De Paoli (Lega) non è mai stata pronunciata in commissione regionale. La registrazione degli atti è stata sbobinata nei giorni scorsi e resa pubblica dal gruppo M5S. I testimoni delle associazioni che difendono i diritti per gay e lesbiche, non hanno mai depositato in procura un esposto, come in un primo tempo avevano annunciato. Una dipendente regionale, che dice di avere ascoltato le parole di De Paoli, finora è rimasta anonima. Mentre il leghista ha più volte smentito la frase a lui attribuita.

Il presidente del consiglio Francesco Bruzzone (Lega) la scorsa settimana aveva ribadito che, preso atto della smentita di De Paoli, non è sua competenza indagare perché non fa il pm. Il leader del Carroccio Matteo Salvini aveva condannato le frasi riferite a mezza voce dai testimoni. Edoardo Rixi, segretario della Lega Nord Liguria, aveva spiegato che avrebbe espulso immediatamente il consigliere dal Movimento se avesse mai detto “quelle frasi esecrabili”.

Tuttavia, M5S, Pd e Rete a Sinistra oggi insistono ancora, chiedendo le dimissioni del leghista. E’ stata avviata pure una petizione online, che finora ha raccolto l’adesione di oltre 6mila disinformati. Una gogna mediatica, solo per sentito dire.

 

Ecco, senza censure, il testo inviatoci dal M5S, che avevamo già pubblicato:

“Io sono un attimino sconcertato, avendo anche partecipato al Family day.

Vorrei fare alcune domande agli interlocutori nostri. Sento sempre parlare di diritti. Io vorrei che qualcuno mi spiegasse i doveri quali sono, perché la Costituzione, all’articolo 29, dà una definizione diversa della famiglia di quella che si vuole far passare adesso.

Io credo che l’articolo 29 della Costituzione individui una famiglia fatta da un uomo e da una donna e possibilmente da una procreazione di figli che consente di portare avanti uno stato, una cultura etc…

Io, da maschio, all’età giusta, ho subito una visita al militare… Mi è stata fatta una visita per individuare se ero di qua o se ero di là. Ho dovuto servire la patria, voglio dire, e questo credo che sia un dovere istituzionale previsto dalla costituzione. Per cui io vorrei capire un attimino (… incomprensibile…) se non sia il caso di modificare l’articolo 29 prima di parlare di altre situazioni familiari diverse da quelle previste da un articolo ben preciso della Costituzione.

Diciamo… Nell’ordine naturale delle cose, scientificamente, tra uomo e donna c’è una diversità, ovviamente, c’è un polo positivo e uno negativo. Cioè, tutte le cose scientificamente sono formate da un polo positivo e uno negativo, per cui meno con meno si respinge, più con più… cioè. Io vorrei… La barzelletta è un’altra: la famiglia tradizionale italiana che si cerca di distruggere con discorsi un po’ al di fuori della realtà… Io credo, invece, che vada conservata al massimo perché comunque, nei tempi e nel tempo, ha sempre dato garanzie di… Anche nella situazione di crisi economica che abbiamo vissuto, abbiamo visto che i nonni hanno aiutato i nipoti, i genitori hanno aiutato i figli… Cioè, quando la famiglia è legata da certi vincoli e da certi valori, che secondo me sono la famiglia naturale uomo e donna, figli, nipoti, può garantire.

Io, scusate, la vedrò male però ho il diritto di vederla anche così in sostanza. Io vorrei garantire questo tipo di famiglia perché, di fronte a qualunque evenienza dello Stato, dà comunque una certa sicurezza. E quindi va mantenuta. Tutto il resto va bene. Però c’è comunque qualcosa di non naturale perché, se due donne non possono fare un figlio e devono comunque far intervenire un maschio, o in Italia o in Francia o in Inghilterra, qualcosa che non quadra c’è. Se due uomini hanno lo stesso problema, qualcosa che non quadra c’è. Che poi si vogliono bene e si amano, per l’amore di Dio, io non discuto. Però l’amore finisce qui.

La domanda è questa: perché, alla fine, le famiglie tradizionali devono passare in secondo piano per dare primo piano a queste cose che per me non sono …. (incomprensibile)?”.

 

 

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