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DELLA BIANCA: “LA REGIONE SOLLECITI IL COMUNE DI GENOVA PER RIVEDERE LA REGOLAMENTAZIONE DELL’EDILIZIA PUBBLICA”

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Il consigliere regionale Raffaella Della Bianca
Il consigliere regionale Raffaella Della Bianca

GENOVA. 13 AGO. Il consigliere regionale dei Riformisti Italiani lo scorso aprile presentò un’interrogazione in cui chiedeva al presidente Burlando di intervenire sul controllo delle vendite del patrimonio pubblico.

“Molti cittadini – spiega Della Bianca – in tempi di crisi, rischiano di perdere improvvisamente il lavoro e non avendo più uno stipendio, sono costretti a lasciare la propria casa, impossibilitati a pagare un affitto. E’ quantomeno assurdo che se non si è iscritti nella graduatoria per l’assegnazione delle case popolari non si possa, in questi casi di effettiva emergenza, usufruire dell’accesso all’edilizia pubblica”.

Per la Della Bianca è di primaria importanza cambiare il regolamento comunale sull’assegnazione delle case popolari.


“Ad oggi, – continua il consigliere – permane una vera e propria fame di alloggi popolari. Dal momento che la crisi economica è destinata a crescere, il rischio è che sull’edilizia pubblica si abbatta una vera e propria emergenza. Il paradosso sollevato dal presidente di Sicet, sul grande numero di case sfitte, è purtroppo reale e occorre che le autorità competenti si adoperino affinché questa piaga venga sanata”.

Il consigliere chiede alla Giunta di mobilitarsi in tal senso affinché le questioni di emergenza diventino delle priorità.
“Risale a tre anni fa l’istituzione dell’ Agenzia sociale per la casa – dice Della Bianca -. Regione e Comune fecero un accordo  per fare in modo che i proprietari di case vuote, che accettavano di affittarle a famiglie a basso reddito, avessero la garanzia di diciotto mesi di affitto in caso di morosità dell´inquilino. Questo, a detta dell’ex assessore comunale Pastorino,  permetteva di dare una risposta concreta a tutte quelle famiglie che chiedevano una casa pubblica. Già allora vennero sollevati parecchi dubbi su tale iniziativa non solo da me e da altri consiglieri, ma anche da diverse associazioni. Senza contare che l’Agenzia sociale per la casa costò la bellezza di oltre 1 milione di euro. Inoltre, a distanza di tre anni è necessario verificare i risultati di questa operazione, per sapere quali effettivi benefici ha prodotto. In caso contrario, è prioritario che la Regione cancelli o modifichi tale legge regionale, risparmiando risorse a tutela delle famiglie o per il risanamento degli stessi alloggi popolari”.

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