Debutta alla Tosse “ Prometeoedio ”

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Prometeoedio alla Tosse
Prometeoedio alla Tosse
Prometeoedio alla Tosse

GENOVA. 9 OTT. Prometeoedio è l’ultimo capitolo della trilogia del potere iniziata nel 2013 da Emanuele Conte, ideatore e regista della trilogia, con Antigone di Anouilh e proseguita lo scorso anno con il Caligola di Camus.

Lo spettacolo sarà in prima nazionale mercoledì 14 ottobre alla Tosse e rimarrà in scena fino al 31 ottobre alle ore 20.30, domenica 18 e 25 ottobre alle ore 18.30, lunedì riposo.

In questo terzo capitolo Prometeo si ribella al potere in senso assoluto, quello che va oltre l’uomo e riguarda Dio. Al centro del lavoro di Conte c’è l’uomo con la sua meravigliosa umanità fatta di imperfezioni, fragilità, debolezze e difetti. L’essere umano viene rimesso al centro della storia e amato per quello che è, un’analisi in aperta antitesi con il pensiero dominante che guarda all’essere umano utilizzando parametri e modelli che danno vita esclusivamente a giudizi negativi.

 

Il gesto con cui Prometeo dona all’umanità il fuoco e la consapevolezza è un atto di giustizia compiuto per soddisfare il desiderio di conoscenza dell’uomo, anche se questa sua ambizione porta con sé dolore e sofferenze.

La costruzione drammaturgica è stato un lavoro impegnativo, fatto di riscritture e limature a un testo denso di temi fondamentali, come quello di Eschilo, nel quale il titano Prometeo viene condannato a soffrire in eterno, incatenato per sempre a una roccia ai confini del mondo, per aver rubato il fuoco, la conoscenza e averne fatto dono all’umanità .Come gesto estremo Prometeo, nonostante sia consapevole del dolore e della precarietà della vita umana, decide di farsi uomo a propria volta, nella convinzione che la precarietà dei viventi sia comunque preferibile al terrore nel quale vivono gli Dei per la paura di perdere la propria immortalità.

Nel ruolo di Prometeo è Gianmaria Martini che lo scorso anno aveva interpretato Caligola. Il giovane attore ricoprirà un ruolo faticoso sia da uno punto di vista emotivo che fisico in quanto incatenato al centro della scena , resta immobile lì per tutta la durata dello spettacolo diventando egli stesso parte integrante della scenografia. L’imponente scena  occupa tutto il palco ed è realizzata con tubi da impalcatura e grate di metallo, che incombono sul corpo teso e martoriato di Prometeo.

Con lui Andrea Di Casa, impegnato in un doppio ruolo: Efesto e il Coro delle Oceanine che, con morboso voyeurismo, veglia senza poter fare niente la sofferenza del condannato. Enrico Campanati interpreta Ermes, mentre Pietro Fabbri, è anche lui impegnato nel doppio ruolo di Cratos, e di Oceano. Alessia Pellegrino è Io, la donna tramutata in giovenca che vorrebbe uccidersi per sfuggire al Tafano che la tormenta. Il suo personaggio risulta di straordinaria modernità proprio per il tentativo, frustrato, di ribellarsi alle costrizione scelte per lei da altri.

FRANCESCA CAMPONERO

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