De Paoli, M5S non sbugiarda il leghista: ecco le frasi sbobinate

4
CONDIVIDI
Gogna mediatica per il consigliere regionale Giovanni De Paoli (Lega): ora M5S e Rete a Sinistra hanno ritirato la mozione contro di lui
Il consigliere regionale Giovanni De Paoli (Lega) oggi pomeriggio il gruppo reghionale M5S ha pubblicato le frasi sbobinate durante la commissione regionale: non c'è traccia di forni e caldaia per i figli gay
Il consigliere regionale Giovanni De Paoli (Lega): oggi pomeriggio il M5S ha reso pubbliche le frasi pronunciate durante la commissione regionale, non c’è traccia di forni e caldaia per i figli gay

GENOVA. 11 FEB. “Non discuto l’amore di una coppia omosessuale, ma non è naturale che due donne o due uomini possano avere un figlio”. Il M5S in Regione oggi ha deciso di rendere pubbliche le frasi pronunciate dal consigliere leghista Giovanni De Paoli, senza tagli, né censure, durante la commissione regionale che discuteva i diritti per le persone Lgbt. Di forni e di caldaie per i gay non c’è traccia, anche se De Paoli esprime in modo forte la sua opinione contro i bimbi per gay e lesbiche e a favore della famiglia tradizionale.

Ecco il testo: “Io sono un attimino sconcertato, avendo anche partecipato al Family day.

Vorrei fare alcune domande agli interlocutori nostri. Sento sempre parlare di diritti. Io vorrei che qualcuno mi spiegasse i doveri quali sono, perché la Costituzione, all’articolo 29, dà una definizione diversa della famiglia di quella che si vuole far passare adesso.

 

Io credo che l’articolo 29 della Costituzione individui una famiglia fatta da un uomo e da una donna e possibilmente da una procreazione di figli che consente di portare avanti uno stato, una cultura etc…

Io, da maschio, all’età giusta, ho subito una visita al militare… Mi è stata fatta una visita per individuare se ero di qua o se ero di là. Ho dovuto servire la patria, voglio dire, e questo credo che sia un dovere istituzionale previsto dalla costituzione. Per cui io vorrei capire un attimino (… incomprensibile…) se non sia il caso di modificare l’articolo 29 prima di parlare di altre situazioni familiari diverse da quelle previste da un articolo ben preciso della Costituzione”.

“Diciamo… Nell’ordine naturale delle cose, scientificamente, tra uomo e donna c’è una diversità, ovviamente, c’è un polo positivo e uno negativo. Cioè, tutte le cose scientificamente sono formate da un polo positivo e uno negativo, per cui meno con meno si respinge, più con più… cioè. Io vorrei… La barzelletta è un’altra: la famiglia tradizionale italiana che si cerca di distruggere con discorsi un po’ al di fuori della realtà… Io credo, invece, che vada conservata al massimo perché comunque, nei tempi e nel tempo, ha sempre dato garanzie di… Anche nella situazione di crisi economica che abbiamo vissuto, abbiamo visto che i nonni hanno aiutato i nipoti, i genitori hanno aiutato i figli… Cioè, quando la famiglia è legata da certi vincoli e da certi valori, che secondo me sono la famiglia naturale uomo e donna, figli, nipoti, può garantire. Io, scusate, la vedrò male però ho il diritto di vederla anche così in sostanza. Io vorrei garantire questo tipo di famiglia perché, di fronte a qualunque evenienza dello Stato, dà comunque una certa sicurezza. E quindi va mantenuta. Tutto il resto va bene. Però c’è comunque qualcosa di non naturale perché, se due donne non possono fare un figlio e devono comunque far intervenire un maschio, o in Italia o in Francia o in Inghilterra, qualcosa che non quadra c’è. Se due uomini hanno lo stesso problema, qualcosa che non quadra c’è. Che poi si vogliono bene e si amano, per l’amore di Dio, io non discuto. Però l’amore finisce qui.

La domanda è questa: perché, alla fine, le famiglie tradizionali devono passare in secondo piano per dare primo piano a queste cose che per me non sono …. (incomprensibile)?

 “Siamo ancora scossi e sgomenti – hanno spiegato i consiglieri M5S Battistini e Melis – per le presunte parole gravemente omofobe che il consigliere leghista De Paoli avrebbe pronunciato ieri a margine dell’audizione dei rappresentanti LGBT, come riportato da diversi testimoni. Parole poi smentite dallo stesso De Paoli (“ho detto ‘Se avessi un figlio gay NON lo brucerei nel forno’”). Un goffo e maldestro tentativo di uscire dall’angolo che suona più come un’ammissione di colpa.

Al di là della frase, di cui solo i presenti conoscono davvero circostanze e significato, restano, pesanti come macigni, i due interventi omofobi, intolleranti e sessisti tenuti poco prima da De Paoli in commissione. Esternazioni che, se non confermano né smentiscono la frase incriminata, di sicuro forniscono un quadro chiaro, lampante del background culturale che guida il consigliere leghista. Noi riteniamo queste parole gravissime già di per sé, al limite del delirante, e indegne di chi dovrebbe rappresentare le istituzioni di tutti i cittadini e, pertanto, rinnoviamo la nostra richiesta di dimissioni immediate dalla carica“.

 

4 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO