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De Paoli (Lega): Paita assente in Commissione, mai attaccato Toti

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Il consigliere regionale Giovanni De Paoli (Lega) con il governatore Giovanni Toti

GENOVA. 7 DIC. Dopo la batosta al referendum Renzi “il Pd continua a prendere fischi per fiaschi, pure con il leghista Giovanni De Paoli”. Nel pomeriggio ha replicato così il consigliere regionale della Lega Nord Liguria, tirato in ballo dal Pd sulla questione dei Parchi.

Il Gruppo regionale del Pd, con i consiglieri Paita, Rossetti, Garibaldi e Michelucci, oggi ha inviato un comunicato stampa intitolato: “La giunta Toti ignora il grido di dolore dei parchi liguri e De Paoli accusa Toti di aver fatto male le nomine”.

Inoltre, secondo De Paoli, nel testo vengono riportate alcune frasi “non rispondenti alla realtà dei fatti” avvenuti stamane in Commissione regionale, fra cui: “…(omissis) Se purtroppo, però, non ci sorprende la posizione anti-parchi della Lega Nord (adesso l’assessore che ha la delega specifica è Mai) e quindi sapevamo che i parchi sarebbero stati svuotati dal punto di vista operativo, allo stesso tempo non ci saremmo mai aspettati che il consigliere del Carroccio De Paoli attaccasse così frontalmente il governatore Toti. L’esponente leghista, infatti, ha accusato il presidente di aver nominato ai vertici dei parchi persone che non conoscono a fondo la materia, visto che non appartengono al territorio montano e non sono agricoltori (omissis)…”.


“Durante la Commissione regionale di bilancio, che si è tenuta stamane in via Fieschi – replica De Paoli – non ho mai accusato, né attaccato il presidente Toti come sostengono i consiglieri del Pd insieme a Raffaella Paita, che peraltro non era presente alla riunione e pertanto non può neanche aver sentito una parola del mio intervento.

In sostanza, al termine di un articolato discorso, ho espresso un concetto molto semplice, che difendo convintamente. A mio parere, occorre modificare la gestione dei Parchi regionali eliminando le poltrone di nomina politica (presidente, vice presidente, direttore, vice direttore) a favore di amministratori scelti fra i Comuni o la macro area del territorio, coinvolgendo agricoltori e residenti, i quali, con il loro lavoro e sacrificio, da sempre ci hanno tramandato luoghi belli che tutti ci invidiano.

Solo in questo modo, mancando oggi le risorse finanziarie tagliate da Roma, si potrà  continuare ad intervenire a salvaguardia dell’ambiente.

Purtroppo, è un dato di fatto che molti vincoli paesaggistici, spesso assurdi, come quelli imposti dai “Siti di Interesse Comunitario” creati senza criteri razionali, hanno contribuito all’abbandono del territorio. Anche perché hanno quasi sempre messo vincoli che hanno fatto allontanare chi gestiva, curava e coltivava quei territori.

Partecipazione, condivisione di idee, sano confronto sui progetti: è la democrazia leghista che non prevede un uomo solo al comando come accade nel Pd di Renzi. Altro che attacchi frontali al presidente Toti e mugugni con l’assessore Mai, con i quali c’è un dialogo costruttivo per il bene della Liguria”.

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