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DARIO FRANCESCHINI A GENOVA: “PD IL PARTITO DEL DIALOGO”

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rappresentato in Liguria dal "cunctator" (solo la storia gli renderà merito di tale appellativo di LN n.d.r.) Mario Tullo, oggi in visita esplorativa a Genova per tastare "de propria manu" l’evolversi della campagna elettorale che condurrà il popolo a votare per le politiche del 13 e 14 aprile prossimi.

Sarà anche tempo di "Quaresima" ma il Vice-Veltroni si dimostra pacato nei toni e nelle polemiche oggi in conferenza stampa presso la sede del PD ligure in Piazza De Marini, in piena città vecchia.

"Basta ai litigi, alle contese, ai veti di chicchesia si muova per un pelo di voto – stimolato sul vivo dalla domanda di una cronista locale sulla dichiarazioni genovesi odierne del Sen. Turigliatto (Sinistra Critica) che dice che ogni voto dato ai due "poli" di centrodestra e centrosinistra è un voto sprecato, Franceschini spara bordate da 180 mm: "La situazione è chiara, vincerà tra noi due (berlusconismo e veltronismo n.d.r.) chi prenderà un solo voto in più".


Sofistica, oratoria o dialettica, poco importa agli elettori liguri che cercano un punto di riferimento verso il quale barrare la X sulla scheda elettorale. E allora "Dario il Grande" (che non è ancora assurto alla nomea del conquistatore persiano della Prima Guerra Punica, e forse non vuole neanche esserlo…mutatis mutandis n.d.r.), afferma che è arrivata l’ora del dialogo, per il bene del Paese, tra laici e cattolici e niente di meglio ci sarebbe che il PD.

"Non voglio commentare la vicenda del "Caso Ermanno Rossi" e degli aborti clandestini a Genova e Riviera Levante – ha detto Franceschini – ho paura che sebbene se ne stia già da alcune parti facendo una strumentalizzazione mediatico-elettorale, noi del Pd comunque non non metteremo nell’immediato mano alla Legge 194". Poi richiesto da LN sul trentennale del "Caso Moro", Franceschini non ha avuto paura di scoprire un "nervo" ancora dolente. "Trentanni dopo quel misfatto – ha dichiarato a LN – è ora di chiarire che questo tempo passato ci ha fatto capire che solo l’intesa tra laici e cattolici può sdoganare l’Italia verso l’imbuto politico e sociale di valori condivisi. Rispetto per gli allora "Segretari contro" Benigno Zaccagnini (Dc) e Luigi Berlinguer (PCI), hanno fatto allora quello che hanno potuto in un clima di conflitto armato simile alla guerra civile e forse hanno salvato l’Italia dal baratro". Saremmo allora finalmente alla morte del comunismo militante, della lotta armata del proletariato che non disdegna ogni tanto di infierire clamorosi colpi di coda (e il Signore ci assista n.d.r.) e al contempo si veleggia verso una grande apertura di credito al cattolicesmo come forza di co-governo al fine del progresso civile che l’Italia merita. Vaticano o non Vaticano.

(nelle foto di Ln il vice-leader del Pd Dario Franceshini oggi a Genova e due istantanee dei dirigenti locali "Democratici" Tullo e la Sn. Pinotti in lizza per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile prossimi, oggi affianco di Franceschini nella sede del PD ligure in Piazza De Marini a Genova)

Marcello Di Meglio

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