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DANIELE G. GENOVA INCONTRA… QUALCHE DUBBIO

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alluvione-volontariSAVONA. 16 OTT. E’ accaduto oggi facendo un giretto a Celle Ligure, Albissola e Savona.

Pensavo alla signora Bocchiardo dirigente comunale della Protezione Civile di Genova e al premio di produzione per la sicurezza idrogeologica. Dice che se l’è meritato; onestamente non lo so, non posso, né voglio giudicare.

Posso però osservare, vivaddio questo è un atto ancora consentito e non soggetto a tassazione. Osservo e cosa vedo? Un battaglione di volontari a spalare fango per le strade di Genova. Vedo le vittime di un’alluvione soccorrere se stesse.


Ho sentito con le mie orecchie una sorprendente dichiarazione a caldo del Sindaco di Genova in tivù, a proposito delle misure preventive, poste in essere dalle istituzioni nelle ore precedenti la bomba d’acqua che ha colpito la città: “…Abbiamo mandato quattro pattuglie a monitorare i corsi d’acqua.”

Quattro pattuglie in giro a fare cosa? Che significa monitorare? Anche i pensionati a volte formano gruppetti attorno ai cantieri, anche loro monitorano.

Che razza di risposta è? Che significa: quattro pattuglie a monitorare? All’ultimo momento cosa avrebbero potuto fare? C’è stato un morto, questo non va dimenticato.

Dicevo che osservo. E osservando ho visto anche che su Facebook, in una pagina dedicata alla città, c’era una straordinaria esaltazione dell’operato dei volontari che si erano messi a ripulire la città dal fango.

La cosa mi ha insospettito e ho espresso il un semplice pensiero: non toccava alla cittadinanza prendere in mano la pala. Toccava allo Stato che, invece come da prassi si dimostra pressoché assente sia prima, che dopo i disastri.

A questo punto la sorpresa (neanche poi tanto): dopo quelle mie dichiarazioni mi è stato inibito l’accesso a quella pagina Facebook.

Ho forse toccato un tasto delicato? Ormai sembra stia passando per normale il fatto che la popolazione debba essere abbandonata a se stessa, o alla speranza, che poi è lo stesso.

Dicevo prima: un premio di produzione per la sicurezza idrogeologica all’indomani di un’alluvione che ha ucciso una persona? Mi sembra davvero un inestetismo, suona davvero male.

Non sarò normale, ma un premio di produzione lo vedrei meglio se dopo una bomba d’acqua i danni fossero davvero limitati e soprattutto non ci fosse nessuna vittima.

Oggi, dicevo, ho fatto un giretto al Rio Ghiare e al Rio Lavadore di Celle Ligure, al Sansobbia di Albissola e al Letimbro di Savona.

Eccovi alcune foto: valutate voi lo stato in cui si trovano questi corsi d’acqua.

Un domani potrebbero dirvi che erano perfettamente puliti, non si sa mai. Daniele G. Genova

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