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DA OGGI AD ALBENGA ESPONE BAGLIONI

 

SAVONA. 9 APRILE. Una grande mostra d'arte in occasione della manifestazione Fior d'Albenga verrà inaugurata oggi a palazzo Oddo . Si tratta di “ Carte sacre: Baglioni traduce Caravaggio”

dell’artista orvietano Giuliano Baglioni. La mostra, realizzata con il patrocinio dei Comuni di Arnasco ed Albenga, ed il sostegno della palazzo Oddo e della Bottega d'arte contemporanea Maitani, propone una serie di importanti pezzi realizzati dall'artista che si è ispirato ad alcuni fra i più noti capolavori di Caravaggio.                                    Baglioni, che è nato ad Orvieto, si è formato all’Istituto d’Arte nella sezione Grafica Pubblicitarie e Fotografia. Lavora presso il suo studio-laboratorio artigianale ad Orvieto, dove progetta e realizza oggetti di arredamento in legno. Dal 1975 ha cominciato ad esporre le sue opere in importanti personali e collettive. Ha un’ampia produzione artistica che va dalla pittura alla scultura, fino alla fotografia con la pubblicazione di volumi fotografici, oltre che apprezzate regie e scenografie teatrali.                        Sabato sera ad esempio ad Arnasco ( inizio alle ore 21) Baglioni porterà in scena la celebre commedia “ Filumena Marturano” di Edoardo De Filippo, con la compagnia del Piccolo Teatro delle Fontane di Castelfidardo. Lo spettacolo rappresenta l'appuntamento di chiusura della nona edizione della rassegna teatrale “ Arnasco a Teatro” che viene presentata annualmente presso la Sala polivalente “ Teatro dell'Olivo”.                                                                                                 Tornando alla mostra, che si apre oggi nel cuore del centro storico ingauno, si tratta di una decina di opere di

grandi dimensioni ispirate a quelle più direttamente religiose del Caravaggio come: La deposizione di Cristo, la Crocifissione di San Pietro e la Flagellazione, da cui l’artista ha estratto alcuni brani pittorici ritradotti con un taglio del tutto contemporaneo: “ Ha saputo – commenta Adalberto Guzzinati, giornalista e critico d'arte- trasformare, con un sapiente gioco di incroci di colori, una singola opera in un itinerario che è divenuto linguaggio poetico e si è fatto portavoce universale della sofferenza umana con la forza che promana tristemente dall'attualità”.

CLAUDIO ALMANZI

[caption id="attachment_157157" align="alignnone" width="212"] Una delle opere in mostra[/caption]