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D’ ALEMA SHOW: ” BERLUSCONI AVVELENA LA DEMOCRAZIA, IGNORIAMOLO”

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quando arriva alle 17:30. Il Presidente dei Diesse si ? sottoposto al “fuoco amico” delle domande del Direttore de?”La Repubblica” Ezio Mauro. Non c’? spazio per i convenevoli, i fotoreporter si accalcano per vari minuti per immortalare il capo carismatico del “Botteghino” ma il pubblico di 2mila e passa?persone rumoreggia: vogliono il verbo di Massimo e che per favore “dica qualcosa di sinistra!” D’Alema non si fa pregare, si stropiccia gli occhi e, lancia in resta, parte all’attacco. “Berlusconi non lo sconfiggeremo, lo cancelleremo!” Ovazione. “Ha basato l’inizio di una campagna elettorale evidentemente alterata dal suo strapotere mediatico ma ha passato il segno. Con?i suoi attacchi?volgari, violenti e privi di veri argomenti sul “caso Unipol” ? andato contro i nostri mezzi corazzati e si ? fatto male”. Applausi della base.?”Dir? a Prodi ma anche a tutti i nostri dirigenti di partito d’ora in poi di ignorare il Premier. Anche in regime tardivo di “par condicio” non ci sar? nessun “faccia a faccia” televisivo tra il Cavaliere e il Professore, perch? Berlusconi non merita attenzione non e degno del confronto”. D’Alema ostenta vis a vis con il Direttore di “Repubblica” la calma dei forti. “Con queste ultime incursioni mediatiche su radio e tv – insiste – l’inquilino di Palazzo Chigi non ha fatto altro che generare confusione. Non lo capiscono pi? neanche i suoi alleati. Solo adesso Casini e Fini capiscono che pagheranno il prezzo della sconfitta elettorale per avere creduto all’imbroglio delle “3 punte” e stanno scoprendo la loro alterit? e subalternit? ai dispositivi pasticciati e inoffensivi via etere del Premier. Sono solo due mezze calzette.” Frazioni di secondo di silenzio, poi una valanga di fervorosa acclamazione. Il popolo diessino, dallo stato maggiore schierato,?alla truppa, si scioglie in un unico grande “oohhh”?di consenso.?E gli occhi vispi?del duetto D’Alema -?Mauro, indagano la platea. Prime file, Burlando, Tullo, Pittaluga, Longhi, Mazzarello, Guastavino,?e poi Roberta Pinotti raggiante, la crema della redazione locale di “Repubblica” con Franco Manzitti, Mont Blanc alla mano, puntigliosamente attento a cogliere?ogni sbavatura dialettica di Massimo. La “strafexpedition” del Presidente della Quercia sembra attenuarsi alle 18:15 ma ? solo l’inizio?delle ?operazioni belliche in punta di labbro e ad ombra di baffetto: “Nessun conflitto d’interessi – il tono si f? sarcastico – questo in carica ? un Governo degli “interessi senza conflitto” dove i tutti i?Ministri sono direttamente impegnati nel curare i propri senza trovare ostacoli se non la nostra ferrea e defatigante opposizione. Ogni responsabile di Dicastero?? stato messo a capo del proprio campo d’azione professionale alla faccia dell’interesse pubblico”. La platea non sta pi? nella pelle, i flash dei fotografi rendono stroboscopica l’atmosfera che aleggia?intorno al?Direttore e?al Presidente. Ma la guerra verbale sta finendo, le cannonate sono state sparate quasi tutte, hanno messo senza piet? al centro del mirino Silvio Berlusconi ma questo?era scontato. Onore al grande capo ma forse i genovesi, pur affascinati dalla sagacia di D’Alema, non si sono accorti che sotto i marmi e gli stucchi e gli occhi affrescati dei Dogi dei tempi andati ? andata in onda l’ennesima puntata della “telenovela” della politica italiana. Qualcuno uscendo si ? chiesto “A quando i programmi concreti?”. Nonostante tutto forse ? meglio chiedere alle eminenze grigie dei?palinsensisti?Rai o Mediaset.
Marcello Di Meglio.
(nella foto Bartesaghi: D’Alema nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale).

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