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CROLLO PONTE CARASCO: DUE MORTI. RITROVATA UNA GOLF BIANCA NEL GRETO, UNA SALMA NELL’AUTO E UN CADAVERE NEL MARE DI BOGLIASCO

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PONTE CARASCO CROLLATO

pontecarascocrollolnGENOVA 26 OTT. Due morti causati dal crollo del ponte di Carasco, 5 giorni fa, in Valfontanabuona nell’entroterra del Levante ligure. E’ stata infatti oggi individuata la seconda auto che per molti testimoni era caduta nel fiume Sturla.

Durante il crollo del ponte, nel corso d’acqua cadde un’automobilista con la sua auto: si salvò per miracolo ma la sua Ford Ka color prugna non è stata ancora trovata. Testimoni dissero subito, però, che erano due le auto cadute dal ponte e oggi i Vigili del Fuoco hanno individuato nel fiume una Golf di colore bianco, al cui interno c’era ancora il corpo di un uomo, il cadavere dell’altro passeggero è stato avvistato e recuperato in mare, davanti a Bogliasco, trascinato fin lì dalla piena del fiume prima e dalle correnti marine poi. Si tratta di uno dei due uomini, un 45enne, che erano appunto a bordo della Golf.

A segnalare il corpo sono stati alcune persone che stavano passeggiando lungo la scogliera bogliaschina. Secondo quanto ricostruito, la mattina del giorno in cui crollò il ponte due amici di 45 e 68 anni, impegnati nel settore agricolo, erano partiti da Moconesi per la Germania a bordo di un’auto prestata da un amico per l’acquisto di un pezzo di ricambio di una macchina agricola per la loro attività.


Il 68enne, rimasto incastarto tra le lamiere della Golf è Lino Gattorna ed era in viaggio insieme al suo amico (il cui corpo è stato poi ritrovato appunto a Bogliasco) proprio nella notte tra lunedì e martedì scorsi, quando il maltempo fece crollare il ponte a Carasco. I due erano agricoltori del Levante ligure. Vivevano da soli e perciò nessuno aveva segnalato fin’ora la loro scomparsa.

Quella notte un testimone, in particolare, aveva detto di aver visto due auto finire nel fiume, ma non avendo denunce di scomparsa e non trovando l’auto i soccorritori, pur compiendo ricerche non avevano dato eccessivo alla segnalazione.

Marcello Di Meglio

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