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Crivello: più legalità, ma il mercatino illegale di corso Quadrio rimane

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Il candidato sindaco di Genova del centrosinistra Gianni Crivello

GENOVA. 10 APR. Ieri il candidato sindaco del centrosinistra, Gianni Crivello, ha partecipato all’assemblea elettiva di Confesercenti, dove ha parlato delle linee guida del proprio programma in tema di commercio. L’assessore comunale uscente, tuttavia, non ha promesso di eliminare il mercatino illegale di corso Quadrio, che ha suscitato un mare di polemiche e proteste da parte dei residenti e commercianti del centro storico genovese.

“Il commercio, insieme a porto, allo sviluppo tecnologico, alla cultura e al turismo ha spiegato Crivello – è uno delle tessere irrinunciabili del futuro della nostra città che non può esistere senza difendere e moltiplicare i posti di lavoro, senza sicurezza per i cittadini e senza che i nostri quartieri siano vivibili per i giovani così come per gli anziani. Bisogna incentivare le piccole attività commerciali di qualità. Tutti sappiamo quel che accade quando in una zona si abbassano troppe saracinesche. Per questo è urgente anche sostenere le imprese anche con agevolazioni fiscali sotto forma di contributi o detassazioni compensandole per quello che fanno per la vivibilità di ogni zona.

Inoltre, i commercianti, da tempo, insieme a tutti i cittadini, chiedono più legalità. Non sarà passato inosservato ad alcuno che l’impegno delle forze di polizia (grazie al lavoro del Tavolo per l’ordine e la sicurezza presieduto dalla Prefetto e al quale, col Comune, partecipano i vertici di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza) negli ultimi mesi ha portato a significativi risultati: un caso su tutti è quello di Pre’ dove in media viene effettuata più di una trentina di arresti ogni mese. Bisogna continuare così, proseguendo il cammino iniziato e cercando risultati sempre migliori, garantiti anche dalla presenza di telecamere, spesso fondamentali per individuare i responsabili dei reati e che svolgono un’importante funzione deterrente. Negli ultimi 5 anni ne sono state aggiunte 122 e ora sono 301.


L’abusivismo ha molte facce: si va dai venditori di piccoli oggetti turistici a quelli di oggetti griffati, dai posteggiatori abusivi alle attività di ospitalità turistica in nero fino alla ristorazione abusiva. È fondamentale il potenziamento del presidio del territorio. In questi anni sono consistentemente aumentati i controlli del reparto Commercio della polizia municipale, che devono continuare in particolare su mercati e nelle zone di pregio turistiche (area Expo, San Lorenzo, De Ferrari). Non nascondo che è spesso difficile reprimere: le sanzioni servono a poco nel caso in cui si cerchi di scoraggiare chi risulta nullatenente. A questo scopo servono di più i sequestri e l’interdizione di ogni autorizzazione. Sugli illeciti penali occorre essere fermissimi: contraffazione, sofisticazione alimentare, evasione di imposte. Lo sforzo deve essere diretto sia ad azioni sul territorio, in collaborazione con le forze dell’ordine (vendita del falso), sia, in parallelo, a promuovere tramite Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, azioni investigative che contrastino le filiere criminali e non solo le pedine terminali di queste filiere. Servono sequestri e misure cautelari.

Per quanto riguarda il centro storico, molto si può fare per questo territorio difficile e delicato, ma anche ricco di potenzialità legate al turismo, grazie al decreto Valore Cultura che consente di vietare le attività che portano con sé degrado: lavanderie a gettone, vendita con apparecchi automatici, phone centre, internet point, money transfer, sexy shop, kebab, compro oro. Credo anche sia necessario avviare con la Soprintendenza un percorso che conduca a imporre limitazioni nelle aree storiche e di pregio architettonico della città.

Il futuro della città, che passa anche per lo sviluppo delle attività turistiche e commerciali, non si fa con gli slogan o le boutade, ma con un serio progetto basato sulla valutazione della situazione reale che contemperi le esigenze di abitanti e commercianti. Non credo siano inconciliabili se alla base di tutto sta la legalità che si raggiunge per diverse strade che devono essere coordinate: i controlli sia annonari sia di sicurezza, ma anche accompagnamento verso la legalità di tutte quelle situazione che ora rappresentano una criticità”.

 

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