Crisi, in manette 3 strozzini: tassi dal 100 al 200%

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Sgominata banda di strozzini
SGOMINATA BANDA DI STROZZINI CHE APPLICAVA INTERESSI FINO AL 350%
Arrestati a Genova e Albisola Marina tre strozzini: praticavano tassi dal 100 al 200% all’anno

GENOVA. 15 GEN. La polizia ha arrestato tre presunti usurai, che secondo gli investigatori svolgevano l’attività di strozzini fra la provincia di Genova e quella di Savona. I tassi di usura erano del 100 per cento all’anno, ma in alcuni casi arrivavano al 200 per cento.

In manette sono finite tre persone tra i 60 e i 68 anni, due sono residenti a Genova e uno ad Albissola Marina, con precedenti di polizia. La banda non sarebbe legata al racket della criminalità organizzata.

I tre arrestati hanno approfittato della crisi e nella loro rete sono caduti imprenditori, artigiani, ma anche pensionati che non ce la facevano più a tirare avanti. La presunta attività illecita non veniva svolta per strada per passaparola, ma in uffici del centro città che promettevano servizi finanziari.

 

Ecco i nomi dei presunti strozzini arrestati: Francesco Saccà, nato a Lentini nel 1952 e residente a Genova, Marco Aldo Campodonico, nato a Genova nel 1948 ed ivi residente, Armando Napoli, nato a Gioiosa Ionica nel 1955, residente a Albissola Marina.

A carico dei tre, gli investigatori della sezione Reati contro il patrimonio della Squadra mobile hanno raccolto gravi e concordanti elementi di responsabilità. Per dissimulare l’attività di usura, utilizzavano gli uffici di via XX Settembre con insegne e targhe per la prestazione di servizi e consulenze finanziarie.

In questi uffici era presente Campodonico, che è stato anche indagato per il reato di esercizio abusivo della mediazione creditizia. Secondo la polizia, il prestito veniva garantito dalle vittime con assegni per l’esatto controvalore della somma prestata e privi di data. Inoltre, venivano fatte firmare dichiarazioni in cui si affermava che il prestito ottenuto non era coperto da interessi, mentre in realtà venivano i tassi venivano corrisposti in contanti fino all’estinzione del debito.

Sono stati inoltre documentati episodi di minacce, anche gravi, nei confronti delle vittime e di loro familiari, al fine di ottenere la restituzione del denaro prestato, interessi usurari inclusi.

Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati assegni ed altro materiale attinente alle illecite attività e un orologio dato in pegno a garanzia di uno dei prestiti.

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