Crisi Hanjin sbarca in Regione: ordine del giorno del Pd

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Hanjin: i container sbarcano a Genova

GENOVA. 24 SET. “Accompagnare i lavoratori di Hanjin nella mobilità, attivare un tavolo istituzionale aperto a Confindustria e alle categorie interessate per favorire la ricollocazione dei dipendenti della compagnia e continuare a interessare il Governo al fine di recuperare le merci destinate al mercato italiano bloccate su navi e banchine”.

Sono le richieste contenute nell’ordine del giorno dei consiglieri regionali del Partito Democratico Giovanni Lunardon (primo firmatario), Raffaella Paita, Pippo Rossetti e Valter Ferrando, in merito alla crisi del colosso marittimo sudcoreano e alla messa in mobilità dei dipendenti, di cui 86 genovesi.

“Parliamo di una compagnia marittima internazionale – si legge nell’ordine del giorno – che dispone di “104 navi con una capacità equivalente di 626.217 Teu” e cioè “l’ottava compagnia di shipping mondiale, con un volume di affari nel mercato italiano pari circa all’8% dei contenitori totali, che il 31 agosto ha dichiarato bancarotta e da allora è in regime di amministrazione controllata”.

 

I consiglieri Pd hanno ricordato che “il Consiglio di amministrazione di Hanjin Italy, agente mandatario di Hanjin Shipping per il mercato italiano, società partecipata al 50% da Hanjin Shipping stessa e da Gastaldi Holding, “ha votato il 2 settembre scorso la messa in liquidazione volontaria della società e dal 19 settembre è decorso il termine per i licenziamenti collettivi che riguardano i 92 dipendenti di Hanjin Italia, di cui 86 a Genova dove è presente la sede della società”. Le navi di Hanjin Shipping, inoltre, sono in parte ancora ferme in molti porti e, in alcuni casi, poste sotto sequestro con un volume di merci destinate al mercato italiano – per la maggior parte prodotti finiti e componentistica in importazione – per un valore compreso tra i 300 e i 350 milioni di dollari, pari circa a 5000 contenitori”.

 

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