Crisi Fiera dovuta a rivalità operatori nautica

0
CONDIVIDI
Nautico 2015. La visita del ministro Calenda
Nautico 2015 Calenda Demaria e Doria: crisi Fiera complicata da rivalità e spaccature associazioni della nautica
Nautico 2015, Calenda, Demaria e Doria: crisi Fiera di Genova complicata da rivalità e spaccature tra le due associazioni della nautica

GENOVA. 15 DIC. Oggi durante il consiglio comunale, il sindaco Marco Doria ha illustrato la situazione della Fiera di Genova.

«Intendiamo tutelare – ha detto Doria – la presenza di un soggetto fieristico a Genova, un soggetto dedicato. Tre anni fa ho interrogato gli azionisti sulla capacità aziendale di reggere per un’azienda come Fiera. Hanno risposto che valeva la pena di continuare a impegnarsi. Da questa valutazione sono discese una serie di azioni, come il riconoscimento da parte del Comune di un debito e il trasferimento di personale ad altri enti. Il Comune ha espresso il massimo impegno in questo senso. Nell’estate 2015 si è detto che questi sforzi non erano stati sufficienti, perché Fiera aveva accumulato da 8 a 9 milioni di debiti con i fornitori. Secondo le informazioni agli azionisti è necessaria un’ulteriore forte riduzione del personale. Il Comune è disposto a intervenire a sostegno di Fiera, compatibilmente con il proprio bilancio, con circa 4 milioni di euro, che dovrebbero permettere a Fiera di ripianare il bilancio in breve tempo. Rimane la condizione sul numero dei dipendenti, per cui il Comune mantiene il proprio impegno. In questo campo il Comune ha fatto il maggiore sforzo, pur non essendo il maggiore azionista. Le aziende del Comune potranno valutare la possibilità di accollarsi costi che non prevedevano. Il sistema Genova in generale deve essere in grado di intercettare eventi. Perciò il piano industriale dovrà prevedere collaborazioni con Porto Antico. Finché Fiera non sarà risanata, non sarà possibile pensare alla fusione. Uno degli eventi fieristici e di attrazione per la città è il Salone Nautico, con tutto ciò che si muove con gli eventi nautici. La situazione è resa più complicata dalla spaccatura e dalla rivalità tra le due associazioni della nautica. Il Comune è un ente terzo rispetto alle associazioni industriali della nautica».

Putti (M5s):«secondo i giornali, 40 dipendenti sono stati messi recentemente in mobilità. Non abbiamo avuto notizia, come Consiglio, del buco presunto di 8 milioni, del possibile intervento del Comune, dell’ipotesi di bad company».

 

Sono quindi intervenuti alcuni consgilieri comunali. Piana (Lega Nord): «qual è il destino dei 40 lavoratori? A che cosa vanno incontro? Che possibilità ci sono di inserirli nelle aziende del Comune?»

Enrico Musso (Lista Musso): «è giusto riconoscere gli sforzi del Comune, che vanno verso il ripianamento dei bilanci, ma non si affronta mai il problema dell’aumento dei ricavi. Manca il piano d’impresa».

Farello (Pd): «il Comune di Genova in questi anni è intervenuto, per Fiera, oltre le proprie responsabilità. È urgente definire senza equivoci il destino urbanistico delle aree e fare un progetto per la città, per salvarne la ricchezza, di cui sono parte il lavoro e i lavoratori ma non Fiera, che non è detto si debba salvare».

Padovani (Lista Doria): «di fronte alla riduzione dell’80% dei ricavi del Nautico, non è pensabile che Fiera possa sostenersi da sola. Se ha valore in termini di turismo e promozione, bisogna investire denaro».

Bruno (Fds): «è un segnale negativo, sul piano culturale, che i giornali titolino “Fiera salva, 40 lavoratori in mobilità”, cioè, come tutti ormai sanno, in definitiva licenziati».

 

LASCIA UN COMMENTO