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Corano, bandiera Isis e partita Iva in Italia: marocchino fermato per terrorismo

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Un islamista: fucile mitragliatore in una mano e Corano nell'altra (foto d'archivio)

GENOVA. 23 SET. Un giovane commerciante marocchino, che aveva ottenuto la partita Iva in Italia e la residenza a Milano, è stato fermato nei giorni scorsi nel porto di Genova ed indagato per terrorismo perché la procura ritiene che abbia contatti con l’Isis.

Ad intercettare il maghrebino di 22 anni, incensurato, ma inserito nella black list per le sue frequentazioni in rete, sono stati i finanzieri del Gico della GdF che insieme agli agenti della Polizia di frontiera di Genova lo hanno individuato e bloccato appena sbarcato da una nave arrivata dal Nordafrica.

Secondo gli inquirenti, è plausibile ipotizzare che possa avere collegamenti con importanti esponenti dell’Isis. Il giovane islamico potrebbe essere un potenziale fiancheggiatore dei terroristi e per questo il pm genovese della procura distrettuale antiterrorismo lo ha iscritto sul registro degli indagati.


Gli investigatori vogliono approfondire anche alcuni accertamenti tecnici effettuati sul suo conto corrente in banca e verificare i suoi collegamenti online tramite computer e smartphone, di cui è stata effettuata una copia forense.

 

13 COMMENTI

  1. lo ripeto all’infinito gli islamici vanno cacciati tutti senza distinzione sono una minaccia nazionale non si integrano,non rispettano le nostre leggi ,usanze,costumi, chi dice il contrario MENTE ! se vogliamo salvarci dobbiamo agire x il bene del paese altrimenti pagheremo molto cara questa accoglienza fasulla !! le moschee rase al suolo zero concessioni sono nemici della democrazia e della nostra cultura ripeto vanno Cacciati !!

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