Home Non Classificati

CONTROLLORI IN AMT, IL PUNTO DI VISTA DELL’ UGL

0
CONDIVIDI

a dinamica occorre fare un passo indietro. Dopo accordi vari siglati negli anni precedenti, che di fatto rendevano le promozioni od avanzamenti di carriera di tutti i dipendenti a scelta esclusiva dei Superiori in base a meriti, che ben rare volte avevano a che fare con l’effettiva capacità operativa, gestionale e tecnica del “fortunato di turno” ma che come priorità avevano tessere varie, telefonate politiche e piaceri a discapito di chi poteva essere veramente l’uomo giusto nel posto giusto, il Socio privato aveva deciso che sarebbe avanzato solo chi avesse meriti reali, capacità e requisiti. Ciò ha portato il 25 Luglio 2007 all’uscita di un bando di avviso selezione per una figura di Addetto all’Esercizio per una decina di posti, ponendo determinati requisiti primari per presentare la domanda e dichiarando che “al termine delle prove sarebbero stati individuate 50 persone che presentano caratteristiche maggiormente rispondenti ai requisiti richiesti dal ruolo in oggetto che saranno avviati ad un colloquio finale”. La prima scrematura avrebbe portato 200 Colleghi a dei colloqui e test per scegliere le persone più adatte al caso. Nel bando erano citati dei requisiti che sarebbero stati valorizzati con punteggio, senza citare però le percentuali di valutazione e i vari monte punti delle varie voci ma fermandosi ad una lieve descrizione così riportata: “valutazione dei superiori; curriculum disciplinare (ultimi 5 anni); anzianità; titolo di studio”. Pur essendo la prima voce leggermente oggettiva sembra che il procedimento sia regolare anche per chi non ha Santi in Paradiso e la trasparenza è quasi fatta salva. I primi problemi escono a metà ottobre, e il 17 AMT comunica che: “Con riferimento alla preselezione per la mansione di Addetto all’Esercizio, si informa che a seguito di un errore nell’esame del curriculum disciplinare (ultimi 10 anni invece che ultimi 5), si è reso necessario riesaminare la posizione di tutti i partecipanti. A seguito di tale riesame sono stati individuati altri 21 candidati aventi diritto a partecipare alle fasi successive della selezione. Questi ultimi verranno convocati, in aggiunta ai 200 candidati già individuati, per l’effettuazione delle prove e dei colloqui previsti.” Questo è il primo campanello d’allarme che segnala qualcosa di particolare: invece di riconteggiare i risultati per rispetto dei partecipanti e della trasparenza verso tutti i dipendenti si allunga la fila e si cambiano le regole. Incomincia anche la seconda selezione dei colloqui di gruppo con psicologi e test individuali. La seconda anomalia salta fuori quando qualche escluso và a chiedere la ragione di ciò e ci si accorge che nella valutazione primaria non erano stati considerati i punteggi del titolo di studio, regolarmente depositati in Azienda e autocertificati nella presentazione della domanda; gli esclusi sarebbero cinque e grazie all’inerzia Aziendale non possono più accedere alla seconda selezione (in quanto essendone in diritto per errori di trascrizione Aziendali) in quanto terminata. Dopo vari consulti (in cui ovviamente noi siamo stati tenuti ben alla larga) si decide di ammettere chiunque abbia presentato la domanda (circa 370 aspiranti); i requisiti che erano considerati come primari passano alla fine del percorso di selezione acquisendo quindi un minor peso, per indorare la pillola alla fine delle prove invece che 50 salirà a ben 72 gli aventi diritto che presentano caratteristiche maggiormente rispondenti ai requisiti richiesti dal ruolo in oggetto che saranno avviati ad un colloquio finale”. Adesso la selezione è diventata molto torbida, si sono cambiate già troppe volte le regole, si è penalizzato chi aveva i giusti requisiti e chi avendo qualche segnalazione disciplinare lieve non ha presentato la domanda sapendo che inizialmente era un requisito con valutazione importante e da fine ottobre ha perso molto della suo peso in fase di valutazione. Nonostante i buoni propositi Francesi (più volte dichiarati anche a noi) relativi a trasparenza, avanzamenti solo per capacità lavorative e pari opportunità per tutti il colosso Aziendale ha resistito anche a questo colpo facendo crollare la fiducia ai Colleghi regolari e senza “santi in paradiso” e mettendo il Socio Privato in cattiva luce, dimenticandosi che gli errori grossolani e dilettantistici, sono stati commesso da uffici con fior di Dirigenti ben pagati per fare gli interessi Aziendali e non andare contro. Comunque lo scopo è stato raggiunto, chi doveva essere santificato ed era rimasto escluso adesso saprà che il “giusto premio” arriverà; poco importa se dovrà pagare a qualcuno la cambiale per tutta la vita, l’importante è il grado; e grazie a questo torbido pasticcio di cui noi Italiani siamo i docenti mondiali probabilmente l’Amministratore Delegato (e qui si è raggiunto il secondo scopo) non farà più selezioni per individuare chi avrà i giusti requisiti ma si tornerà all’antica pratica delle promozioni con tessere, telefonate e colori. Abbiamo perso una possibilità di onestà e trasparenza che tanto invidiamo al mondo intero ma che nello stesso tempo condanniamo sperando un giorno di essere estratti anche noi….

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here